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COOPERAZIONE DECENTRATA

La Commissione Europea con la comunicazione "Autorità locali: attori per lo sviluppo", pubblicata l'8 ottobre 2008, ha sottolineato il valore aggiunto specifico che gli enti locali e regionali apportano ai processi di sviluppo: essi sono, infatti, in grado di attuare progetti mirati alle esigenze delle comunità locali partner, rafforzando la capacità delle loro controparti nei paesi in via di sviluppo.

L'Atlas (Portale) della Cooperazione Decentrata per lo Sviluppo è uno strumento, creato congiuntamente da Comitato delle Regioni e Commissione europea, per monitorare le attività di cooperazione allo sviluppo delle Autorità Locali e Regionali (LRA), fornire una mappa dei progetti esistenti e inoltre una base di informazioni utili ad assumere decisioni strategiche prima di intraprendere nuove attività di cooperazione, identificando lacune o duplicazioni delle attività.  

Tutti gli attori interessati, Autorità locali e regionali dell'UE così come le ONG e associazioni, possono registrarsi al Portale e inserire i dettagli dei progetti in corso o completati. Le informazioni inserite sono rese in forma grafica grazie ad una serie di mappe cartografiche interattive che illustrano le diverse attività di cooperazione.

L'Atlas consente quindi di avere un quadro chiaro delle attività di cooperazione decentrata in termini di loro importanza, concentrazione geografica e disaggregazione per settore.

Consulta qui l’Atlas!

Per "Cooperazione Decentrata" si intende l’azione di cooperazione realizzata dalle Regioni e dagli Enti locali nell’ambito di relazioni di partenariato territoriale con istituzioni locali dei paesi con i quali si coopera. Tali azioni sono finalizzate a stabilire e consolidare lo sviluppo reciproco equo e sostenibile attraverso la partecipazione attiva degli attori pubblici e privati nei rispettivi territori. La Cooperazione Decentrata, in particolare, ha sviluppato competenze specifiche nei seguenti settori: governance democratica, sviluppo economico locale e tra i territori, welfare locale, sviluppo sostenibile, conflitti e calamità, migrazioni e sviluppo, cooperazione triangolare, transfrontaliera e sud-sud.

Il quadro normativo di riferimento comprende, a livello nazionale, le attività di Cooperazione Internazionale con i Paesi in via di Sviluppo, disciplinato dalla legge quadro 11.08.2014, n.125, promosse e coordinate a livello statale dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale – MAECI. Altri riferimenti normativi comprendono le Leggi: 49/87, 68/93, 267/00, la Riforma del Titolo V della Costituzione e la Legge 131/03, e a livello regionale quelle leggi di cooperazione di cui la maggior parte delle Regioni si è dotata. Il principio base della normativa vigente è quello secondo il quale la Cooperazione allo Sviluppo è parte integrante della politica estera dell’Italia – art.1 comma 1, Legge 49/87.

Il processo di rinnovamento del Sistema italiano della Cooperazione allo Sviluppo s’inserisce nel quadro costruito dall’intera Comunità internazionale, in particolare in ambito Unione Europea e OCSE/DAC, e intende valorizzare la Cooperazione Decentrata in un meccanismo armonico e allineato con le politiche di sviluppo dei Paesi partner, secondo i principi di efficacia e di coerenza dell’aiuto.

Gli attori della Cooperazione Decentrata sono:
- Regioni ed Enti locali, protagoniste e responsabili delle azioni, che agiscono in concorso proattivo con gli attori locali ed economici, pubblici e privati, no profit e profit, dei rispettivi territori;
- Organizzazioni non governative (ONG), Università e Centri di Ricerca e Formazione, associazioni professionali e di volontariato, cooperative, piccole e medie imprese (PMI), imprese sociali e culturali, parchi e agenzie per l’ambiente, servizi pubblici, organizzazioni sindacali, enti strumentali, associazioni di migranti, professionisti del territorio, del nord e del sud, e le emanazioni senza di fini di lucro di enti for profit: essi sono i partecipanti attivi – nell’ambito del partenariato – alla programmazione, realizzazione, valutazione partecipativa delle azioni realizzate;
- La DGCS, che stabilisce i quadri di riferimento politici e le priorità geografiche e tematiche dei Programmi ex-legge 49/87 che co-finanzia le fasi di programmazione, istruttoria, realizzazione, valutazione.

La Regione Puglia, nel corso degli anni, è stata parte attiva delle seguenti iniziative:
- Accordo di Programma Quadro (APQ) Mediterraneo
- Accordo di Programma Quadro (APQ) Balcani
- Legge 21 marzo 2001, n. 84 - "Disposizioni per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo di Paesi dell'area balcanica"
- Supporto in favore delle politiche minorili in Albania
- Programma FOSEL (Formazione per lo Sviluppo Economico Locale)

Sottocategorie

FOSEL

Minori in Albania

Legge 84

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