Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

“Rilanciamo la Puglia dell’accoglienza come grande e civile meta turistica, con orgoglio e senza troppe preoccupazioni!”: è l’invito dell'Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Silvia Godelli, in riferimento alla presenza sul territorio pugliese di alcune centinaia di profughi provenienti dai Paesi Mediterranei della Sponda Sud.


“Ricevo in via diretta e indiretta segnali di allarme dagli operatori turistici della Provincia di Taranto preoccupati, nell’imminenza delle festività pasquali e dell’estate, del rischio di disdette da parte di potenziali clienti a causa della presenza sul territorio di alcune centinaia di profughi provenienti dai Paesi Mediterranei della Sponda Sud. Certamente non sottovaluto la possibilità che possano determinarsi micro fenomeni di questa natura, ma devo dire molto francamente che non vedo le ragioni di un allarme così enfatizzato come pare evincersi da alcune dichiarazioni e da fonti di stampa. Raccolgo in ogni caso, come è giusto, l’invito a rafforzare la comunicazione turistica e la presenza sui media per contrastare forme di “terrorismo psicologico” che alimentino visioni distorte del nostro territorio e allarmi ingiustificati e ingiustificabili che possano danneggiare il turismo pugliese.

Tanto stiamo facendo con strumenti vari: una felice partecipazione, appena conclusasi, alla Fiera turistica di Toronto; una partecipazione, coronata da grande successo, dell’Assessorato al Turismo accanto a quello all’Agricoltura, al Vinitaly in corso a Verona; una presenza organizzata negli aereoporti stranieri collegati alla Puglia con voli diretti (in maggio cureremo Zurigo e Riga, a seguire altri aeroporti esteri); il lancio del nuovo portale bilingue Puglia Events, che sarà effettuato in questi giorni e che consentirà, assieme a Viaggiare in Puglia, un accesso tecnologico efficace alle informazioni relative agli eventi pugliesi; una comunicazione articolata nelle stazioni del Nord e del Centro Italia; l’ininterrotta presenza sulle riviste turistiche di maggior prestigio; le interviste a TV nazionali e a giornali a larga diffusione. In sostanza, la cura per la promozione turistica è attentissima, e conosce un buon successo.

Vorrei però approfittare per aggiungere qualche considerazione: abbiamo registrato in queste settimane in alcuni settori dell’informazione nazionale, nonché in alcuni segmenti del dibattito politico, una modalità violenta e distorta di affrontare la questione dei profughi. Una enfatizzazione strumentale e inammissibile: alcune migliaia di persone, sventurate e a rischio vita, in cerca di pane e di un tetto, in fuga dalla loro terra, dalla guerra e dalla fame, sono state descritte come “tzunami umano”, come “invasione inarrestabile” come “pericolo di massa”, insomma con toni e accenti che, dico io, segnano semmai il punto di declino civile cui sta pervenendo il nostro Paese, un Paese di sessanta milioni di abitanti che pur potrà assorbire e dare rifugio a qualche migliaio di profughi!

Questi toni e questi accenti, questo rischio di caduta della civiltà che stiamo conoscendo, destano in me un allarme molto più grave delle preoccupazioni derivanti da qualche sparuta disdetta turistica, forse più determinata dalla crisi finanziaria delle famiglie italiane che non da una tendopoli in provincia di Taranto. Una tendopoli e dei profughi a cui peraltro la popolazione locale ha rivolto una soccorrevole e generosa solidarietà. Rilanciamo, dunque, la Puglia della accoglienza come grande e civile meta turistica, con orgoglio e senza troppe preoccupazioni!”.

Silvia Godelli