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È il National Geographic, in un reportage di 18 pagine (edizione Luglio) dedicato ai punti Finis Terrae italiani, a cogliere la profondità della dimensione turistico-culturale della metamorfosi pugliese. Ed è Silvia Godelli, Assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo, a spiegare nelle pagine del magazine la valenza simbolica insita nel concetto di finis terrae: “È una definizione letteraria carica di suggestione, che non indica un concetto limitativo, anzi”.


“Il Salento, e la Puglia tutta – continua Godelli – è un luogo di collegamento, di transiti da e verso l’Oriente, nostro dirimpettaio, dove culture differenti si sono sedimentate attraverso il dialogo e la curiosità verso l’altro”. Così la Puglia, con il Salento, è protagonista di un percorso tracciato dal giornalista Antonio Politano lungo i quattro estremi geografici italiani (est/Puglia, sud/Sicilia, ovest/Valle d’Aosta e nord/Trentino Alto Adige), dove finisce l’Italia e comincia il resto del mondo.

Il reportage del National Geographic scandaglia gli aspetti storici e culturali di una terra segnata dal cambiamento: “da qui prima si scappava, ora si torna”, si legge nelle pagine del mensile. Ne emerge il profilo di una Regione che ha riscoperto la musica popolare, la cultura dei luoghi, le tradizioni che ne hanno rafforzato l’identità.

“Il reportage - aggiunge Silvia Godelli - racconta il territorio pugliese nella sua molteplicità, registra un fermento culturale che va in mille direzioni e che oggi, come del resto ormai da un lustro, lo rende meta turistica privilegiata. Il turista che sceglie la Puglia per il suo mare luminoso e trasparente, o che corre anche in inverno verso la nostra terra, è sempre più attento alla vivacità dell’offerta culturale ed enogastronomica, alla suggestione dei borghi storici, all’archeologia disseminata ovunque, alle meraviglie medievali delle cattedrali e dei castelli, allo stupore del barocco. Siamo l’unica regione italiana in crescita costante come flussi turistici dall’Italia e dall’estero, un risultato gemmato dalla nostra attitudine a valorizzare i talenti, ad anticipare i cambiamenti, e ad emulare chi ha fatto della cultura e del turismo motori di crescita, occupazione e sviluppo”.

Approfondimenti: Nationl Geographic - edizione Luglio 2011.

 

 

Fonte: SudNews.it