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La Puglia, una storia fatta di emigranti e di immigrati. È la doppia faccia di una regione, rifugio per gli ebrei durante le persecuzioni ma anche terra di un'emigrazione dolorosa, raccontata nel padiglione 152 bis della Fiera del Levante. La riflessione ha preso spunto dalla presentazione di due testi, "1943-1947 Rifugiati ebrei in Puglia. Luoghi della memoria" di Vincenzo Catalano e "Puglia/Europa. Percorsi migratori 1946-1973" di Vito Antonio Leuzzi e Giulio Esposito.


Presente anche il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, che ha riconosciuto negli scatti fotografici di Catalano "immagini di oggi, di una terra sospesa tra la malinconia dei tramonti e l'abbagliante luminosità delle giornate di sole". Un intenso reportage fotografico che, come ha sottolineato Introna, rende straordinariamente attuale il significato delle vicende che, poco meno di settant'anni fa, si sono svolte in quei luoghi e in quegli spazi.

Il libro-allestimento ripercorre, infatti, la storia degli anni tra il 1943 e il 1947, tempi in cui gli Alleati trasformarono la Puglia in un grande centro d'accoglienza, dopo averla liberata dai tedeschi. Una sorta di Terra Promessa, pronta a dialogare e a dare assistenza a quanti venivano da esperienze tremende. "E fu proprio durante quegli anni drammatici – ha ricordato Introna - che i pugliesi hanno scritto pagine di solidarietà e vicinanza, di cui possiamo essere orgogliosi".

Ma la riflessione del presidente non ha dimenticato la doppia trama di questa storia, che parla anche degli uomini e delle donne pugliesi che emigrarono nel dopoguerra alla ricerca di un lavoro dignitoso. Una vicenda, anche questa, fatta di drammi e sacrifici, in cui "i nostri concittadini erano considerati clandestini, proprio come i profughi che oggi arrivano in Puglia". Una voce non trascurabile se, per farla breve coi numeri, oggi sono più di 80 milioni i discendenti di emigrati italiani nel mondo e circa centomila i pugliesi nella sola Germania (su un totale di mezzo milione di immigrati italiani).

Il libro di Leuzzi/Esposito racconta appunto di quei pugliesi che - come ha ricordato Introna - "dalla Francia al Belgio, alla Germania, fino al piccolo Granducato del Lussemburgo, hanno dato un significativo contributo alla ricostruzione e al benessere dell'Europa nel secondo dopoguerra". Quel fenomeno appunto che il meridionalista Giovanni Russo ha definito una fuga irresistibile dalla Puglia, in cui a partire erano spesso i migliori e i più validi. Una emigrazione questa, ha sottolineato il presidente, fatta soprattutto di drammi, come le grandi tragedie di Marcinelle e di Mattmark o l'indefinito esercito di invalidi sul lavoro.

Presenti, tra gli altri, Giovanna Genchi, dirigente del Servizio Internalizzazione - che sviluppa iniziative specifiche per l'immigrazione - e Domenico Rondolfo, vicepresidente del Consiglio Generale Pugliesi nel Mondo, il cui obiettivo è il rafforzamento dei legami con i concittadini all'estero. A ricordare appunto che l'emigrazione e l'immigrazione sono ancora la nostra storia. Quella di oggi.