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"Abbiamo bisogno di mettere in piedi nuove politiche che riguardano l'acqua, l'energia, la difesa del suolo e dell'atmosfera, la lotta contro la mutazione climatica e contro l'inquinamento. Da questo punto di vista è opportuno che le comunità locali si organizzino e costruiscano reti di buone pratiche". Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo a Bruxelles, nell'ambito degli Open Days 2011, al workshop su: "Europa 2020, Regioni e città che contribuiscono all'efficienza delle risorse".


Il presidente Vendola ha relazionato sul tema "Acqua, desertificazione, cambiamento climatico al livello locale ed europeo" ed ha concluso i lavori del seminario. "Mentre l'Europa delle istituzioni comunitarie sembra avvitarsi nelle proprie nevrosi incapace di definire una strada per rilanciare il progetto di una grande Europa - ha aggiunto Vendola - oggi è l'Europa dei Comuni, delle Regioni e delle comunità locali che prova a ragionare di temi che interessano direttamente la vita dei cittadini ponendosi questioni complesse e delicate. Come si governa per esempio il ciclo dell'acqua laddove in Europa c'è chi muore per troppa acqua e chi rischia di morire per poca acqua? Come si governa il ciclo dell'energia nel tempo storico della necessità di liberarsi dalla dittatura dei combustili fossili e del petrolio? Come si lotta contro quel cambiamento climatico che è anche una delle ragioni che spinge gli eco-profughi a muoversi lungo le rotte dei flussi migratori? Ecco questi sono i temi sui quali discute l'Europa delle comunità locali e quella dei popoli e da qui nasce la necessità di mettere insieme la banca delle buone pratiche e di socializzare le esperienze ".

"Penso che l'agenda europea - ha continuato Vendola - debba finanziare sempre di più uno sviluppo ecosostenibile e che l'ecologia debba attraversare la politica agricola, la politica industriale, la politica della mobilità e dell'educazione. Dobbiamo aiutare ciascuno a mettere in campo buone pratiche per inventare il futuro e forse, di fronte a questo grande debito ecologico che cresce nel mondo e nell'Europa, dobbiamo costruire per esempio una banca ecologica europea. La domanda è perchè Napoli non deve avere un modello di smaltimento dei rifiuti come quello che ha Copenaghen e che funziona benissimo? Perché non costruiamo l'Europa delle buone pratiche, di chi rispetta, valorizza e ama l'ambiente? La Puglia da questo punto di vista è un laboratorio.

Abbiamo per esempio investito sul rinnovabile nel settore dell'energia e oggi vogliamo essere all'avanguardia in Europa perchè immaginiamo una seconda fase, quella cioè dell'autoproduzione per l'autoconsumo. Un pannello per ogni casa, per ogni scuola e ospedale o area di parcheggio. Non ci deve essere impatto ambientale devastante, bensì energia dolce e sobrietà nell'uso e consumo delle risorse scarse come l'acqua e nell'organizzazione di tutti i nostri consumi. C'è una crisi del mondo che è anche una crisi ambientale. E noi che governiamo territori importanti dobbiamo cominciare ad usare la crisi come occasione per cambiare lo stile di vita e delle politiche pubbliche".