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La Macroregione adriatico-ionica è una prospettiva di sviluppo per la Puglia, ma la progettazione va completata necessariamente entro il 2013 o non si potrà accedere ai fondi UE 2014-2020. L’esigenza è sottolineata dal presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, in una nota inviata a tutti i parlamentari pugliesi.


Nel sensibilizzarli sul rilievo della “strategia macroregionale per la nostra Regione”, il presidente ha chiesto a deputati e senatori di sollecitare il Governo nazionale e il Ministero degli Esteri ad accelerare le procedure per completare nel 2012-2013 tutti gli adempimenti utili al riconoscimento della Macroregione da parte dell'Unione europea. Avrebbe “così pieno titolo per inserirsi nelle politiche comunitarie e nei relativi programmi operativi regionali”, finanziati nel quadro di programmazione 2014-2020.

È recente il parere d'iniziativa adottato dal Comitato delle Regioni, riunito a Bruxelles nelle prime settimane di ottobre, sulla Macroregione adriatico-ionica, che comprende tre Stati membri (Grecia, Slovenia e Italia con dieci Regioni, dal Friuli alla Sicilia), due candidati (Croazia e Montenegro) e tre in preadesione (Albania, Serbia, Bosnia-Erzegovina). Il Comitato chiede di estendere la politica integrata al bacino adriatico-jonico, per raggiungere l'obiettivo della coesione territoriale previsto nel Trattato di Lisbona, sull’esempio della Macroregione del Mar Baltico, già istituita e finanziata e del Danubio, in fase avanzata di istituzione.

“Paesi e Stati che si affacciano sulla nostra area circoscritta dal Mediterraneo sono interessati da sfide simili – osserva Introna - il bacino è sempre più un mare interno del continente e bagna territori che costituiscono un sistema omogeneo, con tratti comuni storici, culturali ed economici e con una forte tendenza all’integrazione. La sua creazione potrà rafforzare la cooperazione e diventare un fattore fondamentale di integrazione transnazionale per lo sviluppo, oltre ad assecondare l’ingresso nell’Unione dei Paesi dell'area dei Balcani”.

Intanto il direttore generale della Commissione Ue per la politica regionale, Jean Marc Venineaux, ha parlato della possibilità di veder nascere una macroregione Adriatico-ionica in un futuro non lontano: “Un progetto molto ambizioso, che necessita di una ferma volontà politica, del coinvolgimento di molti partner e di moltissime energie”. Nel suo intervento al dibattito, che il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa ha dedicato ai concetti di regionalizzazione, federalismo, governabilità a multilivello e macroregioni, Venineaux ha sottolineato quanto l'Italia sia interessata alla creazione di una macroregione dell'Adriatico ed ha osservato che ''spetta agli stati membri decidere se vogliono mettere la questione sul tavolo, se vogliono che la commissione elabori una nuova strategia per la macroregione dopo quella baltica e quella danubiana".

"Noi restiamo in attesa di vedere cosa succede. Sappiamo che ci sono stati contatti preliminari e che dovrebbe esserci un incontro ministeriale'' ha ricordato il funzionario dell'Unione europea che, tuttavia, non si è sbilanciato nel dire se ritiene maturi i tempi per la creazione di una strategia adriatica. ''Come ho fatto osservare facendo riferimento alla strategia della macroregione baltica, la prima ad essere stata creata, ci sono molti requisiti da soddisfare'', ha affermato Venineaux, ricordando che spetta agli Stati membri comprendere se tutti i requisiti necessari sono soddisfatti.