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“Stiamo lavorando per l’attuazione del Piano di azione e coesione nello spirito di leale collaborazione che ci ha sempre contraddistinto. È però auspicabile che la predisposizione del Piano tenga conto degli impegni rilevanti già assunti con tutti i territori interessati, nel rispetto dei fabbisogni e delle priorità già individuate all’interno dei Programmi operativi”. Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha inviato una lettera al ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, per richiamare l’attenzione del governo nei confronti del Mezzogiorno, in particolare della Puglia.


“All'inizio di questa fase complessa, abbiamo tutti convenuto (governo e regioni) di fare quanto possibile per accelerare e qualificare la spesa – afferma Vendola - Ora, occorre intendersi, accelerare la spesa e qualificarla non significa trasferire pezzi dei programmi comunitari alla sovranità dei ministeri, i quali con i Pon non si sono mai particolarmente distinti né in velocità né in qualità degli interventi. Non vorremmo che il Piano di azione e coesione, a dispetto del nome altisonante, nasconda l'insopportabile obiettivo di ministerializzare i fondi comunitari".

Nella lettera a Barca il governatore precisa che "riprogrammare le risorse significherebbe per la Puglia rallentare programmi già avviati e privare i territori di risorse già assegnate. In un momento di grande crisi come questo che stiamo vivendo sarebbe un duro colpo. Tra l’altro vorrei ricordarle che la Puglia è l’unica regione, tra quelle cui è rivolto il Piano, ad avere le carte in regola per poter adempiere agli impegni assunti con Bruxelles”. Vendola sottolinea come l'iniziativa della lettera al ministro sia giustificata dall'esame dell'impatto della manovra, che ha riconosciuto una parziale nettizzazione alle sole regioni che aderiscano al Piano. "Siamo molto lontani dal metodo della collaborazione istituzionale e siamo invece vicini al prendere o lasciare. O le regioni accettano piani scritti da altri o perdono l'opportunità della nettizzazione. Non possiamo accettare metodi diversi da quelli convenuti nell'incontro del primo dicembre".

Vendola ha poi commentato negativamente l’esito della seduta del Cipe dei giorni scorsi, in quanto “il progetto del nodo ferroviario di Bari, l’unico relativo a una infrastruttura strategica per il Mezzogiorno, inizialmente inserito all’ordine del giorno sarebbe stato prima cancellato e poi persino rimosso dai progetti finanziati nell’ambito del contratto di programma di Rfi. E questo è grave – afferma Vendola - perché si tratta di un progetto assolutamente strategico non solo per la Puglia ma anche per l’intera alta capacità Lecce-Bari-Napoli”. “Non è il segnale che sulle infrastrutture ci attendevamo dal nuovo governo, cui chiediamo di porre tempestivamente rimedio a questa infelice scelta riprogrammando le risorse già assicurate per la realizzazione del nodo di Bari – conclude il presidente pugliese - E un segnale deve arrivare anche dalla revisione dell’offerta sulla lunga percorrenza di Trenitalia”.