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Un fitto programma di eventi e iniziative animeranno l’edizione 2012 di Mediterre, Forum per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, grande evento internazionale organizzato da Regione Puglia e Federparchi. Convegni e attività di animazione nei parchi già a partire dal 16 dicembre, proseguiranno per tutto gennaio 2012. Evento nell’evento l’Assemblea Euromediterranea dell’ARLEM e, a febbraio, workshop sul Progetto AlterEnergy e sul POI-Energia.


«Bisogna andare nei parchi e produrre momenti di tutela e promozione del rapporto tra uomini e natura, conoscenza del patrimonio botanico, enogastronomico e culturale che rappresentano questi due luoghi importantissimi della nostra bella regione. Bisogna vivere il parco 365 giorni all’anno». Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha esordito nella presentazione dell’evento “Aspettando Mediterre 2012”, l’appuntamento che anticipa “Mediterre 2012 – Forum per lo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo” l’evento internazionale organizzato da Regione Puglia e Federparchi che si terrà a Bari dal 29 gennaio al 5 febbraio, nella conferenza stampa che si è tenuta nella sala Giunta della Regione.

“Aspettando Mediterre” partirà il 16 dicembre (con una sosta fino al 6 gennaio) con un convegno nella sala consiliare della Provincia di Bari (alle 10.00 lungomare Nazario Sauro 29) sul tema “BatracoMurgia: la conoscenza delle aree umide e degli anfibi e del Parco Nazionale dell’Alta Murgia” per offrire una prima conoscenza dei territori, degli ecosistemi, della fauna e della flora, la biodiversità del parco e del lavoro dei ricercatori scientifici per dare senso alle attività di informazione e sensibilizzazione al rispetto per la natura. Si riprenderà il 7 gennaio con tutte le attività nei due parchi nazionali (presenti alla conferenza anche il commissario straordinario del parco del Gargano Stefano Pecorella e il direttore del parco dell’Alta Murgia Fabio Modesti), luoghi simbolo della manifestazione e vero cuore pulsante degli appuntamenti sulle tematiche ambientali, con visite guidate, degustazioni gratuite assistite, spettacolo e intrattenimento, informazione “verde” soprattutto.

Hanno partecipato alla presentazione dell’iniziativa anche gli assessori alla Qualità dell’Ambiente e alla Qualità del Territorio, Lorenzo Nicastro e Angela Barbanente. In rappresentanza del Comune di Bari è intervenuto invece l’assessore alle Politiche Educative e Giovanili Fabio Losito, mentre la Fiera del Levante è stata rappresentata da Leonardo Volpicella, segretario generale. Proprio nella cornice della Fiera si dipaneranno le tante iniziative legate a “Mediterre 2012” a partire dall’inaugurazione della manifestazione il 31 gennaio, fino ai convegni e ai workshop. L’Assessorato al Mediterraneo sarà presente in particolare con tre workshop dal 1° al 3 febbraio, sui progetti Shape, AlterEnergy e Powered. In programma anche per il 3 febbraio un evento sul POI-Energia.

Mediterre quest’anno ospiterà anche la terza sessione plenaria dell’Assemblea Euromediterranea degli Enti Locali e Regionali (ARLEM). «L’interesse europeo – ha spiegato Vendola – per questa nostra riunione di Arlem e per il documento ufficiale che verrà approvato dall’Assemblea è legato anche al problema dei migranti e dei profughi. Oggi si chiamano eco-profughi. Non dobbiamo dimenticare che la mutazione climatica è il principale fattore di propagazione dei flussi migratori: là dove avanza il deserto, fuggono gli esseri umani».

«Per noi – ha concluso – è molto importante agganciare il tema dei parchi alla riflessione metropolitana su che cosa rappresentano nell’ambito mediterraneo. Occorre, innanzitutto, socializzare le buone pratiche. C’è una ragione per la quale è importante che le esperienze dei Parchi di tutto il Mediterraneo si incontrino ed è la conoscenza di quali siano le buone pratiche per la tutela e la valorizzazione del parco: abbiamo bisogno di imparare e di insegnare, è necessario costruire la “banca ecologica europea”, ossia lavorare per attrezzare sia l’archivio delle criticità sia la socializzazione delle buone pratiche. Su questo fronte finora abbiamo assistito a vertici internazionali fallimentari: i grandi del mondo non sono in grado di rispondere ai problemi della crisi ambientale del pianeta. I piccoli del mondo, tra cui noi, ci provano».