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“Bari per una settimana diventa capitale della cultura e della politica ambientale euromediterranea, un luogo dove una classe dirigente europea e mediterranea si confronterà sul tema della sostenibilità ambientale. Insieme per impostare una nuova cultura e una nuova politica dell’ambiente, non più considerato limite ma contenuto di un nuovo sviluppo”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola presentando la VII edizione di “Mediterre 2012 – Cantiere euromediterraneo per la sostenibilità” che la Puglia.

“Un evento altamente innovativo e politicamente significativo” anche perché Mediterre contiene al suo interno un prologo di due giorni dedicati ad un appuntamento internazionale sui temi ambientali, e cioè la terza sessione plenaria dell’Assemblea euromediterranea degli enti locali e regionali (Arlem) che si terrà a Bari il 29 e 30 gennaio nell’ex Palazzo delle Poste. Un confronto  tra interlocutori europei, rappresentanti di istituzioni sovranazionali (interverranno delegati della Commissione e del Parlamento Europeo, nonché esperti di fama mondiale sui temi della sostenibilità) che vedrà (il 30 gennaio) l’adozione della relazione conclusiva del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sul tema "Il rapporto tra la desertificazione e i cambiamenti climatici nella regione mediterranea".

“Arlem e Mediterre si incrociano a Bari - ha detto Vendola - e si incrociano parlando di desertificazione, di deserto che avanza e che incombe e di mutamenti climatici. Nell’assemblea di Arlem il parlamentino di tutte le regioni e le comunità locali dell’Europa e del Mediterraneo, si voterà un documento che io ho scritto, confrontandomi con gli stakeholders europei, proprio sul tema della mutazione climatica e dei processi di desertificazione, una riflessione per capire insieme come la politica debba cambiare il passo e confrontarsi con i dilemmi ambientali, di come la politica debba dare risposte che vadano in controtendenza rispetto a quella catastrofe ecologica verso cui sta camminando il mondo”.

Europa e Mediterraneo dunque si incontreranno a Bari “per scambiarsi buone pratiche, per fare massa critica – ha aggiunto Vendola – per difendere i nostri luoghi pregiati, la nostra natura più bella, più ricca di biodioversità e più a rischio perchè dietro l’angolo c’è sempre la cementificazione, la speculazione, il cemento, l’abuso, la violenza e l’affarismo”. Sui parchi Vendola ha detto che “vanno tutelati e valorizzati per ciò che rappresentano per noi, un incrocio particolarmente importante di natura e di cultura, depositi di storia, di racconti, di conoscenza e anche di potenzialità economica. E da Mediterre – ha continuato Vendola -  faremo partire squilli di tromba perchè la battaglia contro le trivellazioni in Adriatico possa diventare una battaglia internazionale. Tutti insieme contro questa sciagura annunciata e contro l’irresponsabilità e la miseria culturale di chi non vuole intendere che la sostenibilità ambientale è il tema del cambiamento d’epoca che stiamo vivendo”.

“Useremo Mediterre – ha concluso Vendola - come promemoria per dire che il popolo pugliese e spero tutto il popolo adriatico si metterà di traverso e lotterà con le unghie e con i denti per ricordare alla distrazione di coloro che usano il profitto come unico metro per misurare il mondo, che il nostro vero petrolio non è nei fondali dell’Adriatico, il nostro vero petrolio è l’Adriatico, la sua bellezza e la sua straordinaria storia che noi intendiamo difendere a tutti i costi”.