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“Nell’epoca in cui molti evocano la paura della Cina, noi lavoriamo per abbattere qualunque muro di pregiudizio e per intensificare questi rapporti. Il futuro della Cina è il nostro futuro così come il nostro futuro è anche il futuro della Cina”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al termine del lungo e proficuo incontro che si è svolto a Bari, in Presidenza, con la delegazione cinese guidata dall’Ambasciatore cinese in Italia S.E. Ding Wei.


Tra gli altri, anche Liu Xiaotian (Consorte dell'Ambasciatore), Cesare Romiti (Presidente della Fondazione Italia Cina), Margherita Barberis (direttore generale fondazione Italia Cina) e Han Qiang, Capo Ufficio Politico e Interprete, gli assessori regionali Angela Barbanente, Guglielmo Minervini e Alba Sasso, l’amministratore unico e il direttore generale di Aeroporti di Puglia Domenico Di Paola e Mario Franchini, il presidente dell’Arti Giuliana Trisorio Liuzzi,  il prof. Otranto dell’Università di Bari, Davide Pellegrino, Capo di Gabinetto e Francesco Manna, Consigliere per i rapporti internazionali.

Un lavoro di consolidamento di alcuni obiettivi e di cooperazione tra Puglia e Cina che sta portando i suoi frutti. “Oggi – ha aggiunto Vendola - stiamo cercando di mettere sul binario giusto la locomotiva che deve andare a destinazione”. In particolare, le destinazioni concrete sono la possibile individuazione di Bari quale sede di un nuovo Istituto Confucio in Italia, in collaborazione con il sistema universitario pugliese, la preannunciata scelta del governo provinciale del Guang Dong di destinare un quartiere dell’area metropolitana di Canton ad un progetto pilota di riqualificazione urbanistica ed ambientale (da sviluppare insieme al sistema dei distretti pugliesi), e la possibile sinergia per l’utilizzo delle infrastrutture aeroportuali pugliesi come una grande piattaforma logistica della Cina in Europa sono le priorità su cui sviluppare il lavoro comune.

“L’ambasciata cinese in Italia oggi ha formalizzato la scelta della Cina di costruire nella città di Bari un Istituto Confucio. Conoscere la cultura e la lingua cinese - ha detto Vendola - rappresenta il modo più utile per abbattere quei pregiudizi che non hanno ragione di esistere. Il giorno in cui avremo tanti studenti cinesi nelle nostre università e il giorno in cui avremo tanti studenti pugliesi nelle università cinesi, allora avremo tanti ambasciatori delle potenzialità delle differenze e delle ricchezze culturali. Questo è un obiettivo che vogliamo mettere al centro dello scenario del futuro”. Vendola ha aggiunto anche di aver voluto presentare alla Cina i dossier più importanti che riguardano le nostre infrastrutture. “Noi abbiamo un sistema aeroportuale che è un autentico gioiello. Abbiamo bisogno di avere un partner privato che entri nella società perchè questa possa rafforzarsi e andare oltre i risultati straordinari che ha guadagnato già sino ad ora”. Vendola ha anche rappresentato la peculiarità del sistema portuale pugliese, soprattutto alla luce degli investimenti ormai imminenti sul porto di Taranto, e la sua centralità nel cuore del Mediterraneo.

Nel corso dell’incontro, l’ambasciatore Ding Wei, impressionato dal “dinamismo della Puglia”, ha sottolineato la centralità della regione nel panorama italiano della cooperazione tra i due Paesi, ribadendo il carattere strategico della provincia del Guang Dong nella crescita economica cinese ed anche nello sviluppo della cooperazione decentrata ed internazionale. Ha auspicato anche la possibilità di sviluppare progetti di cooperazione concreta nei settori dell’Istruzione, delle infrastrutture, delle energie rinnovabili, del turismo. Infine ha voluto raccontare le due “profonde impressioni” avute nel corso dell’incontro, e cioè la prima legata alla “determinazione della Regione nella cooperazione con la Cina” e la seconda “all'ambizione di sviluppare la propria economia con una cooperazione maggiore con i cinesi''.

La necessità di lavorare sull’integrazione e la cooperazione, a partire dalle nuove generazioni è stata sottolienata invece dal Presidente della fondazione Italia Cina Cesare Romiti. “La Fondazione Italia-Cina lavora molto su questo aspetto – ha detto Romiti - ed ha portato negli ultimi anni 10.000 studenti universitari cinesi in Italia. Questo percorso sarà certamente avvantaggiato dalla concessione dei visti per i cinesi che viaggiano in Italia, di cui la Fondazione è diventata responsabile”.