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Incontro con i portatori di interessi per il Parere su “Migrazioni e sviluppo, un approccio globale”: intervengono il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’assessore regionale alle Politiche giovanili e Cittadinanza sociale Nicola Fratoianni e Chiara Favilli, esperta di Diritto europeo e comunitario, nominata dalla Presidenza per la redazione del documento.


“Parlando di immigrati parliamo di noi, di come siamo, di quale è la deriva della nostra  vita e di quale è la salvezza per la nostra vita. Parlando di immigrati parliamo della nostra miseria più che della loro miseria, della nostra opportunità più che della loro opportunita e la vostra straordinaria partecipazione a questa stakeholders è la dimostrazione di questo, e io vi sono molto grato”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola concludendo al Cineporto di Bari la seconda stakeholder consultation (la prima si è svolta a Bruxelles l’8 febbraio scorso) sul Parere affidatogli dal Comitato delle regioni su Migrazioni e sviluppo, un approccio globale.

Grandissima la partecipazione dei portatori di interessi (rappresentanti di Amnesty international, dell’UNHCR, di associazioni, di sindacati, di Ong etc) e larghissima la condivisione sul Parere che, ricordiamo, sarà discusso e approvato dalla Commissione Civex a Bruxelles il prossimo 27 aprile e dall’assemblea plenaria del Comitato delle Regioni il 17 e 18 luglio prossimi. “Le politiche che si sono costruite sull’immigrazione – ha continuato Vendola - hanno segnato la cultura del continente, le politiche dell’immigrazione non sono un terreno marginale e specialistico, sono una cartina di tornasole: dimmi quale è il tuo rapporto con lo straniero e ti dirò che società sei. Sin dalle società classiche, quando l’accoglienza di uno straniero che fuggiva dal rischio della vita e della persecuzione, era considerato un obbligo e violarlo era un sacrilegio”.

Vendola poi ha parlato di uno dei temi evocati durante l’incontro, materia fondamentale contenuta nel Parere e cioè il rapporto tra condizioni ambientali e migrazioni. “Questo Mediterraneo – ha detto Vendola - a causa dei processi di desertificazione è destinato a registrare un’implementazione dei flussi migratori crescente, tanto da spingere alcuni studiosi a parlare di ecoprofughi. Man mano che si spoglia, ad esempio, la ricchezza della biodiversità di una parte del continente africano, quell’impoverimento diventa la molla che spinge grandi masse umane a cercare la fortuna altrove”. “Quello che noi proponiamo – ha spiegato il Presidente - non è un discorso di utopia e di buoni sentimenti. E’ un discorso di critica del cattivo realismo e della sua empietà, del cattivo realismo e del suo cinismo e della sua ipocrisia, di chi proclama l’universalità della civiltà liberale e pensa che la libertà personale sia un privilegio solo per gli occidentali e che comunque prima dei diritto dell’individuo, venga il diritto del denaro e della merce”. “Dobbiamo riguadagnare - ha concluso - ad un migliore senso comune colui che accoglie l’umanità in fuga. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo essere molto più intelligenti, molto più furbi se necessario. Come dice il Vangelo “puri come colombe ma furbi come serpenti” perché è in gioco la comune sorte dell’umanità”.