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Giornate fitte di incontri e formazione, dal 28 ottobre al 6 novembre, organizzate nell’ambito del progetto PROCAMED, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera ENPI MED. Il 28 ottobre, nell’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria a Valenzano (BA), si terrà il  workshop “The dromedary camel as a domestic producing animal”, mentre dal 4 al 6 novembre, sempre a Valenzano, si svolgerà il  corso di formazione  “Dromedary Camel Health and Diseases and Veterinary Cooperation in Developing Countries”.  

Relatori ed esperti provenienti da Italia, Francia, Tunisia, Kazakhstan, Egitto,  discuteranno del ruolo del dromedario nelle economie dei Paesi in via di sviluppo e illustreranno alcune delle sue particolarità fisiologiche, oltre alle patologie più ricorrenti. L’iniziativa gode del patrocinio dell’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia.

Il dromedario (Camelus dromedarius), 22 milioni di esemplari al mondo, si trova nella fascia geografica delle terre aride che si estendono dalle coste africane atlantiche a quelle bagnate dall’Oceano indiano sopra l’equatore, e poi attraverso la Penisola Arabica, nella Mesopotamia, e fino all’India del Nord. Originariamente addomesticato per il latte e la carne nel 2500 A.C. circa, nel corso dei secoli è divenuto sinonimo di trasporto attraverso le dure e inospitali aree desertiche del pianeta. Trasportando spezie dall’Arabia Saudita e dal Corno d’Africa alle città della Mesopotamia e nei territori Nordafricani dell’Impero Romano, il dromedario divenne una parte insostituibile della struttura socio-economica fin dal mondo antico. Per le sue peculiarità fisiologiche, che nessun altro animale possiede, per la capacità di nutrirsi e sopravvivere con quantità limitate di cibo e acqua, è un animale essenziale per garantire la sussistenza dell’uomo nelle condizioni climatiche delle zone semi-aride. Tuttavia, con l’avvento della meccanizzazione nel XIX secolo il suo ruolo è stato significativamente ridotto segnandone il progressivo declino.

Oggi, al contrario, nei paesi dove esso è presente, è divenuta politica prioritaria attuare e sostenere l’allevamento del dromedario anche in virtù del fatto che richiede pochi investimenti per la costruzione delle strutture necessarie. La necessità di produrre alimenti attraverso risorse alternative e secondo sistemi sostenibili, in particolare nei paesi in via di sviluppo, è da tempo sottolineata in convegni e campagne internazionali contro la fame nel mondo. Il “Camelus dromedarius” si delinea sempre più come un importante animale produttore di cibo, insostituibile nello sviluppo rurale di quelle stesse regioni, dove in origine fu addomesticato e poi utilizzato.

Per approfondimenti consulta il sito di progetto

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