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Una rete di regioni europee che collaborano per affrontare i cambiamenti climatici, la proposta di decarbonizzare due grandi industrie pugliesi, la valutazione degli impatti sociali e ambientali dei cambiamenti climatici. La Puglia tra le regioni italiane protagoniste di un incontro internazionale alla United Nations Climate Change Conference di Parigi.

Nella sfida per affrontare i cambiamenti climatici, le regioni giocano un ruolo determinante che si unisce alle decisioni prese dai governi nazionali e dalle grandi organizzazioni internazionali. In chiusura della COP21 di Parigi, che ha raccolto delegazioni di oltre 170 paesi, le Regioni italiane hanno affermato la necessità e l’importanza del governo dei territori per mettere in pratica azioni concrete e contenere il riscaldamento del Pianeta, nel segno dello sviluppo e della sicurezza per le generazioni presenti e future, per l’ambiente, per i sistemi socio-economici.

Organizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici in collaborazione con la Società Italiana per le Scienze del Clima e Basque Centre for Climate Change – BC3, in particolare, il meeting “Regioni e cambiamenti climatici: la sfida per le comunità locali” ha portato all’attenzione della comunità internazionale la necessità di integrare competenze di governo a livello globale, nazionale e regionale. Il fulcro dell’incontro, cui hanno contribuito esperienze dall’Italia, dai Paesi baschi, dalla California e dall’Unione Europea, è stato il tavolo interregionale di coordinamento sulla strategia di adattamento che vede le regioni italiane collaborare con l’obiettivo di favorire e monitorare l’implementazione di strategie regionali e piani di azione che siano coerenti con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (SNAC).

“L’iniziativa del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici – ha detto Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia – è l’occasione per parlare della proposta che abbiamo rivolto al governo italiano per decarbonizzare la Puglia. Noi abbiamo due fabbriche di energia e di acciaio, Cerano di Brindisi e ILVA di Taranto, che sono le più grandi del settore in Europa, entrambe a carbone. Le conseguenze sono pesanti, con livelli epidemiologici molto preoccupanti e, soprattutto, emissioni di polveri sottili e Co2 fuori dall’ordinario. È evidente che il gas costituisce in questo momento un’alternativa senza paragoni rispetto al carbone. Da qui l’idea di dare un senso ad un’altra grande opera infrastrutturale che sta per sorgere in Puglia a seguito di accordi internazionali: il gasdotto TAP, Trans Adriatic Pipeline. La nostra proposta è spostare il suo approdo da Melendugno al porto di Brindisi, dove il gasdotto si aggancerebbe ad una rete già esistente, e fare in modo che quel gas (si parla di 20 miliardi di metri cubi l’anno) vada ad alimentare sia la centrale elettrica di Cerano che l’acciaieria dell’ILVA”. “Partecipare alla COP21 di Parigi – ha concluso Emiliano – significa condividere i principi e i valori della Conferenza sul Clima, dare un contributo all’emancipazione dell’umanità alla sua adolescenza tecnologica e politica, e soprattutto fare qualcosa e subito”.