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Sono passati 20 anni da quel 28 marzo del 1997, quando la Katër I Radës, una piccola motovedetta partita da Valona, carica di circa 120 profughi in fuga dalla guerra civile che devastava l’Albania, affondò nel Canale d’Otranto, speronata dalla corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana che ne contrastava il tentativo di approdo sulla costa. Per ricordare quel tragico evento nel quale morirono 81 profughi, la Regione Puglia e l’Albania celebrano la memoria di quel viaggio con la partecipazione a “Nostos, Dialoghi sul mare dei ritorni” in programma dal 26 al 28 marzo nelle città di Valona e Otranto.

Domenica 26 marzo presso il porto Petro Marko di Valona, il Primo Ministro Albanese Edil Rama e il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano onoreranno la memoria delle vittime, alla presenza di alcuni sopravvissuti alla tragedia e a numerosi rappresentanti di istituzioni italiane e albanesi.

Il programma proseguirà il 28 marzo, alle 19.00, a Torre Matta ad Otranto con la presentazione del catalogo “L’Approdo, Opera all’Umanità Migrante”, alla presenza di Damian Gjiknuri, Ministro dell’Energia e dell’Industria albanese, di Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo Economico e dell’Industria Turistica e culturale della Regione Puglia ed altri esponenti istituzionali locali. A seguire un concerto per Gruppo da Camera, con letture a cura del Teatro Koreja tratte da “Il Naufragio” di Alessandro Leogrande.

Il ricordo della strage del Venerdì Santo fa parte della storia di questo Mediterraneo che troppe volte ha accolto tra le sue acque storie di dolore e di speranza. Ricordare significa confermare l’impegno delle istituzioni perché simili tragedie non accadano più, proponendo la strada della cooperazione come risposta al serio problema dell’emigrazione.