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Creazione di nuove figure professionali, valorizzazione di antichi mestieri e competenze specialistiche 4.0, tutto all'insegna dell'economia blu, che può creare moltissime opportunità di lavoro con un'adeguata formazione. È stato questo il tema della terza giornata di #IlmarediPuglia con la terza sessione del forum internazionale "Blue Economy International Forum: strategies for blue growth and delivering innovation" organizzato dalla Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia in collaborazione con Puglia Sviluppo Spa, società in house della Regione Puglia e Arti Puglia.

L’iniziativa rientra in una quattro giorni di appuntamenti sulla blue economy con i protagonisti regionali, nazionali e internazionali di una crescita possibile.

Al centro del dibattito "Formazione e politiche giovanili nel campo della crescita blu", in particolare, sono intervenuti esponenti di spicco del mondo dell'università e della scuola. "Il mare di Puglia rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo della nostra terra", ha detto l'assessore alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo. "Valorizzare la filiera produttiva ad esso legata richiede la capacità di mettere a valore lo sconfinato patrimonio naturale, paesaggistico e culturale che il mare rappresenta e capitalizzarne le risorse, promuovendo il recupero degli antichi mestieri ad esso legati, ma anche introducendo elementi di innovazione, per creare nuove figure professionali".

"Dalla cantieristica ai trasporti marittimi, dalla filiera ittica al turismo, i settori produttivi legati all'oro blu - ha spiegato Leo - richiedono un investimento soprattutto nel nostro capitale umano, attraverso un costante adeguamento delle competenze e la promozione di percorsi formativi adeguati. In questi anni abbiamo investito in percorsi formativi che dessero forza alle professionalità e ai mestieri legati al mare e vogliamo ribadire il nostro impegno a rafforzare i sistemi dell'istruzione e della formazione per valorizzare l'economia della bellezza, per uno sviluppo economico e sociale sostenibile".

In questo contesto è proprio il mondo universitario a poter dare un rilevante contributo. Per Antonio Felice Uricchio, rettore dell'Università degli studi di Bari 'Aldo Moro', "il mare è una risorsa e un'opportunità straordinaria per il nostro territorio. Di questo è pienamente consapevole l'Università di Bari che, a tale proposito, partecipa al progetto "Vasco Da Gama", che riunisce 12 atenei europei che si occupano del mare, nell'ambito del quale nel prossimo luglio Bari ospiterà una summer school dedicata all'economia del mare. L'Università di Bari partecipa inoltre ad un cluster connesso all'economia blu, con particolare riferimento alla componentistica nautica e alla valorizzazione della ricerca navale e marittima".

“Nell’ambito dell’economia blu – ha continuato Uricchio – le competenze coinvolte sono molteplici, dai temi doganali, alla biodiversità, dalle coste, alle competenze di carattere informatico, perché le professioni legate al mare sono sempre più specialistiche, pertanto è fondamentale la sinergia tra tutti i soggetti coinvolti, tra cui università, autorità portuali, operatori economici”.

“L’Università di Bari – ha concluso – è coinvolta in pieno in questo processo con sei percorsi di laurea attinenti al tema, ma anche con la passione per il mare. Per questo il nostro Ateneo segue con grande attenzione le tematiche connesse al settore dell’economia blu, attraverso tutti gli strumenti che ha a disposizione e con la consapevolezza che dal confronto con esperienze internazionali nascano le opportunità per compiere degli sforzi sempre maggiori sul tema delle competenze nella blue economy”.

La giornata è proseguita con gli interventi di docenti universitari e dirigenti scolastici che hanno parlato di nuove figure professionali, di etica ambientale, di formazione marittima, di nuove competenze specialistiche, delle politiche regionali di sostegno alle iniziative giovanili nei settori blu. Infine le testimonianze di giovani imprenditori, alcuni dei quali agevolati da misure regionali come Principi Attivi e Pin - Pugliesi innovativi.