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INTRAMOENIA EXTRA ART/WATERSHED tinge di blu il Palazzo della Marra di Barletta con “Art is a medusa”, la personale dell’artista fiammingo Jan Fabre che, in occasione dell’opening, ha anticipato l'idea di uno straordinario progetto “partecipato”, dedicato ad un castello di Puglia. La mostra è visitabile sino al 28 febbraio 2013 - tutti i giorni, escluso i lunedì.


Il blu del cielo non è uguale per tutti e, se il cielo dei poeti, come scrive Gaston Bachelard è materia, “liquido trasparente nel quale galleggiano nuvole”; quello dei pittori è una 'perte de l'être' - una 'perdita dell'essere', sostanza minima, “trasparente, pura ed infinita”. Al contrario, il blu della penna a sfera Bic di Jan Fabre non è leggero e trasparente, ma nero-blu.

È il blu della luce mattutina ancora pesante della notte, è un blu di profondità oscure nelle quali si può indovinare cosa cova nascosto, ma senza alcuna certezza. Ed è del blu delle sue opere che Jan Fabre pervade il Museo Pinacoteca Palazzo della Marra di Barletta, per la mostra “Art is a medusa”, aperta dal 28 novembre 2012 al 28 febbraio 2013. Il titolo è emblematico dell’essere stesso dell’arte, e simbolo dell’incursione che l'arte contemporanea fa nello storico Palazzo, gioiello d’architettura barocca votato all’arte dell’Ottocento, che da anni ospita la ricca collezione permanente della donazione De Nittis.

Per le sale dedicate alle esposizioni temporanee, Fabre snoda un percorso costruito sull’equilibrato alternarsi di film, cibachrome e disegni, per lo più realizzati tra il 1986 e il 1992, opere caratterizzate dall’uso della penna a sfera blu: sono gli “Anni dell’Ora Blu”, lavori dove il colore è reso vellutato dal fitto tratteggio della bic. È anche il colore dell’acqua, il blu, habitat in cui si mimetizza trasparente la medusa marina, attraente ma insidiosa, come l’arte.

L’apoteosi delle spade esplode in una delle sale maggiori, mentre i piccoli disegni con le lacrime creano una liaison al progetto di residenze teatrali, attuato nell’ambito di Watershed, che ha come motivo di studio L’Histoire des Larmes. Il percorso è chiuso dall’embrione di un progetto in divenire: un castello pugliese, fulcro pulsante di un borgo marinaro, che diventerà favola vivente. Un grande progetto “partecipato”, un evento corale al quale vuole chiamare a prendere parte la gente di Puglia, studiato da Jan Fabre per il Castello di Monopoli e presentato in esclusiva durante l’opening.

Legato alla Puglia - dove è stato ospitato per le edizioni precedenti di Intramoenia Extra Art - Jan Fabre è stato insignito nel 2008 del Premio Pino Pascali dalla omonima Fondazione. Ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo ed esposto nei Musei più noti: memorabili, tra le altre, la personale Jan Fabre. L'Ange de la Métamorphose (2008) dislocata in quaranta sale della Scuola del Nord nel Louvre di Parigi e Jan Fabre. Die Jahre Der Blauen Stunde/The Years of the Hour Blue (2011) nella Gemäldegalerie del Kunsthistorisches Museum di Vienna

Jan Fabre, è partner di “Watershed” con Troubleyn: il teatro laboratorio di Anversa, dedicato alla “performing art” ed alla ricerca sul corpo e sul linguaggio, ha infatti ospitato in residenza  la Compagnia delle Formiche diretta da Gianpiero Borgia, gruppo di teatro-danza che è entrato nelle pieghe di uno dei testi teatrali di Fabre, “L'histoire des larmes”, per una rivisitazione che viene presentata durante il vernissage: una ricerca sul significato delle lacrime e dell’acqua nel corpo, ed un invito a ricongiungersi all’acqua, a ritornare al mare, in una città come Barletta che storicamente e topograficamente si allontana, sfugge, si separa dal suo mare.

E sul delicato tema dell’acqua è incentrato INTRAMOENIA EXTRA ART /WATERSHED, progetto complesso che mette in rete la Puglia e il Nord Europa (Belgio, Paesi Bassi e Svezia) mediante i linguaggi del teatro-danza, architettura, arti visive, video art, dibattiti virtuali, residenze d’artista, attrattività paesaggistica e monumentale.

Classificatosi primo nel Programma Cultura dell’UE per il 2012, è ideato e curato da Giusy Caroppo, art director dell’associazione Eclettica_Cultura dell’Arte, che lo ha prodotto e si avvale del contributo del project manager Aldo Torre; è realizzato in collaborazione con Troubleyn/Jan Fabre e Stichting Highbrow, fondazione diretta dall’architetto Maurice Nio; è cofinanziato dalla Commissione Europea, dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, con il contributo della Provincia BAT e del Comune di Barletta.

Nell’ambito di WATERSHED - identificato dall’immagine coordinata a cura di QB e L-Able, in cui il logo si declina volta per volta prendendo spunto dalle peculiarità delle azioni messe in campo - sono state sino ad oggi realizzate la mostra “Dark Matter” di Maurice Nio, al Castello di Barletta; l’installazione galleggiante “Volver sin volver” di Guillermina De Gennaro nel Porto di Rotterdam; le residenze di Bigert & Bergström nelle Saline di Margherita di Savoia, della Compagnia delle Formiche ad Anversa e di Luigi Presicce nel Gotland, in Svezia.

Per approfondimenti sul progetto: http://www.intramoeniaextrart.it/watershed