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Presentata stamattina in conferenza stampa la stagione 2014/2015 del Teatro Kismet OperA di Bari, intitolata “Corpo a Corpo”. Alla conferenza stampa sono intervenuti: Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo - Regione Puglia; Silvio Maselli, assessore alle Culture, Turismo e Partecipazione – Comune di Bari; Teresa Ludovico, direttrice artistica Teatro Kismet; Augusto Masiello, presidente Teatro Kismet e alcuni degli artisti ospiti della stagione.

 

Si comincia il 26 e il 27 ottobre con la nuova produzione Kismet “Namur” da un testo inedito di Antonio Tarantino per la regia di Teresa Ludovico e si chiude, il 18 e il 19 aprile, con il genio folle e dirompente di Antonio Rezza in “Fotofinish”: la stagione 2014/2015 del Teatro Kismet OperA di Bari è figlia di questo tempo e guarda al meglio della drammaturgia italiana e mondiale, attraversando generi e autori tra loro diversi tanto per età anagrafica quanto per stile.

“Corpo a Corpo” il titolo scelto quest’anno dalla direttrice artistica Teresa Ludovico perché, spiega,  “siamo sempre più distanti da tutto quello che è corpo, materia umana, contatto, calore. Attrazione, respingimento, passioni e sentimenti spesso sono filtrati dallo schermo luminoso o da identità fittizie costruite per non mettersi in gioco, per evitare l’incontro, il confronto, il faccia a faccia. Tutto, in questo tempo, ci proietta verso un coinvolgimento telematico. Siamo sempre più spettatori e attori virtuali, di rapporti virtuali. Solo il teatro, con i suoi legni, i suoi chiodi e la carne viva degli attori si offre, nudo e crudo, in pasto agli spettatori che con i loro corpi, anch’essi esposti, sono lì, a compimento di un rito millenario. Un rito che necessita del corpo a corpo per assolvere a quella funzione salvifica che è propria del teatro. Un caleidoscopio di nuove scritture per molteplici visioni di quella realtà che quotidianamente ci sommerge con le sue domande, con i suoi drammi e con la consapevolezza che siamo un mondo nel mondo e che nessuno può salvarsi da solo. Un teatro. Corpo a corpo per attivare tutti i sensi. Corpo a corpo per un empatico sentire comune. Per immaginare un futuro profondo che coinvolga e umanizzi”.

Ad apertura quindi la scrittura dura di Tarantino, autore di un testo dolorosissimo sulle guerre di tutti i tempi e a chiusura la “non scrittura” provocatoria e dissacrante di un artista come Rezza che si rivolge al suo pubblico come fosse questo stesso protagonista dei suoi lavori. Nel mezzo uno sguardo puntuale su quel teatro italiano che in certi casi è una conferma di maestri affermati, come Arturo Cirillo regista e attore in “Lo zoo di vetro” di Tennesse Williams (24 e 25 gennaio) o come Danio Manfredini autore e interprete del nuovo lavoro “Vocazione” (10 e 11 gennaio) o come il Premio Ubu Mario Perrotta con il suo “Un bès – Antonio Ligabue” (22 novembre) o ancora come il drammaturgo Edoardo Erba firma di “Italia anni dieci”, affresco su quello che il nostro paese è diventato, diretto da Serena Sinigaglia per l’ATIR Teatro di ringhiera di Milano (29 marzo); in  altri casi è scoperta di scritture giovani, ma già affermate, come quella dell’argentino due volte Premio Ubu in Italia Rafael Spregelburd firma di uno degli spettacoli rivelazione dell’anno scorso “Furia avicola” prodotto dal CSS di Udine (20 dicembre) o come il lavoro della giovane compagnia Carrozzeria Orfeo, vincitrice nel 2012 del Premio della critica e che al Kismet presenta, tra l’assurdo e la realtà, “Thanks for vasellina” (7 dicembre).

E mentre si accolgono per il quarto anno di seguito i due enfant terrible del teatro italiano ovvero Stefano Ricci e Gianni Forte con il nuovo spettacolo “Darling” (21 e 22 febbraio), studio sull’Orestea che debutterà dopo l’estate a Romaeuropa e si ritrova Mariangela Gualtieri in “Voci di tenebra azzurra” (7 e 8 marzo), nella stagione 2014/2015 tra le scritture non manca la Puglia di qualità. Ci sono allora Roberto Corradino e il debutto di “KNOWnone (roberto corradino è morto)”, storia familiare legata alla guerra del’15-’18 (13 e 14 dicembre), i giovanissimi di VicoQuartoMazzini ad allestire la loro versione dei “Sei personaggi in cerca d’autore” (12 e 13 aprile),  Koreja e “Il matrimonio” di Gogol’ (15 novembre), il Crest che propone “Capatosta” un lavoro sul dramma dell’ILVA (28 febbraio e 1° marzo), il Teatro del Sole presente in stagione con “Orlando_tragicommedia popolare”, libero adattamento dall’Ariosto di Flavio Albanese e Marinella Anaclerio (21 e 22 marzo) e con “Leonardo” di e con Flavio Albanese a rendere omaggio alle invenzioni di uno dei grandi geni del Rinascimento italiano (22 marzo).

Torna sul palco del Kismet la compagnia napoletana Le Nuvole che presenta “La grande magia” di Eduardo De Filippo (14 marzo); si riconferma l’appuntamento con l’Alliance française di Bari che porta “Le petit Cirque” di Laurent Bigot, un piccolo circo fatto di oggetti sonori complessi (12 novembre). E non mancano infine le produzioni Kismet quali “Della paura del coraggio” di Lello Tedeschi, dedicato a Giovanni Panunzio, l’imprenditore edile foggiano ucciso nel 1991 per non aver voluto pagare una tangente (17 e 18 gennaio) e l’ormai classico “Il malato immaginario ovvero le Moliére imaginaire” nella riscrittura di Teresa Ludovico (7, 8, 14 e 15 febbraio).

Infine la stagione Kismet ospita nuovamente la rassegna DAB_Danza a Bari, dedicata alla danza contemporanea e curata dal Teatro Pubblico Pugliese.

Info www.teatrokismet.org / 080.579.76.67.