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Più flessibilità, maggiore concertazione nel fissare le priorità, più fondi. A metà strada, il bilancio del Programma ENPI CBC Med, è positivo, ma a Roma i delegati di istituzioni, enti locali e università euromediterranei prendono le misure e cercano di correggere il tiro in vista della programmazione futura.


''E' necessario fare tesoro dell'esperienza finora maturata, per riuscire a fare meglio, in vista del periodo di programmazione 2014-2020'', ha detto Anna Catte, del Joint Managing Authority del Programma ENPI CBC Med, in apertura dei lavori della Conferenza di medio termine dell'iniziativa di cooperazione transfrontaliera multilaterale, finanziata dall'Unione Europea attraverso lo strumento di Vicinato e Partenariato ENPI (European Neighbourhood and Partnership Instrument). ''Come dimostra l'elevato numero di progetti presentati per ogni singolo bando, esiste un sempre maggiore interesse per questo Programma. Quel che manca sono le risorse per soddisfare tutte queste richieste''.

Nel tempo, ha proseguito la dirigente, le cose sono andate migliorando. ''Si è partiti da diversi livelli di preparazione tra Paesi europei e partner mediterranei, ma dopo un primo periodo di rodaggio, oggi abbiamo gettato le basi per una partecipazione più equilibrata''. A modificare l'efficacia del Programma, sono anche le condizioni politiche nel Mediterraneo. ''In una situazione in continuo cambiamento, dove il panorama politico nella fascia Sud del Mediterraneo è in movimento, serve maggiore flessibilità sia nell'applicazione delle regole che nell'individuazione delle priorità'', chiedono i delegati. Serve quindi un nuovo passo per rafforzare la cooperazione transfrontaliera euromediterranea.

E il rafforzamento può provenire anche dall'ampliamento delle sinergie tra CBC e altri programmi di cooperazione come Euromed Heritage o Ciudad, ha sottolineato Catte. Tra le priorità di CBC ci sono la promozione dello sviluppo socio-economico e la crescita dei territori coinvolti; la promozione della sostenibilità ambientale dello sviluppo, ma anche la promozione di migliori condizioni di vita - individuando modalità di sviluppo che assicurino la mobilità di merci, persone e capitali - nonchè la promozione del dialogo culturale e la governance locale.

Eppure la mobilità delle persone è rimasta finora lettera morta, ha fatto notare Nehad Abdel Latif, ex ambasciatore egiziano in Italia, oggi a capo dello Steereing Bureau for Egyptian-European Association Agreement and Action Plan. ''Un problema - spiega a margine della Conferenza - che deve essere risolto a livello nazionale e non regionale''. Questioni dunque legate alle politiche di immigrazione nazionali, come ancora una volta, tutta politica è la questione del conflitto arabo-israeliano che mina il funzionamento del Programma. ''In più di un'occasione – ha spiegato ad ANSAmed Marco Del Panta, del ministero degli Esteri - alcuni Paesi arabi non hanno partecipato in un consorzio per la realizzazione di un progetto in cui sono presenti anche gli israeliani''. Algeria, Marocco e Libia devono entrare all'interno del Programma ENPI CBC Med. E' questo l'auspicio del governo italiano secondo quanto riferito da Del Panta: ''Il bilancio del Programma Enpi è positivo e ci sono molti punti di forza – ha sottolineato – ma il punto di debolezza è proprio l'assenza di questi Paesi. Il Mediterraneo è e rimane una priorità del governo italiano. Nel secondo semestre del 2014, la presidenza di turno tornerà all'Italia e il Med sarà al centro della nostra presidenza''.