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Un’adesione senza precedenti. Sono state individuate ben 58 comunità target dell’Adriatico sotto i 10mila abitanti rispetto alle 18 previste in fase di pianificazione: fanno parte del progetto strategico “Alterenergy” (Energy Sustainability for Adriatic Small Communities) che coinvolge 18 partner tra regioni, ministeri ed agenzie governative per l’energia, appartenenti a sette regioni costiere italiane, Albania, Bosnia Herzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Serbia e Slovenia.

AlterEnergy è il primo Progetto Strategico attivato nella programmazione comunitaria 2007–2013 ed è finanziato dal Programma di preadesione CBC IPA Adriatico, con un budget complessivo pari a 12,5 milioni di euro.

Attraverso procedure di selezione pubblica, i partner hanno selezionato le comunità target e le hanno inserite in un prestigioso network internazionale. Potranno così pianificare investimenti, business ed innovazione a beneficio del territorio ed attuare le migliori tecnologie per rendersi auto-sostenibili.

Il finanziamento (circa 7 milioni di euro tra pianificazione ed investimenti), pur non essendo direttamente gestito dalle 58 comunità target, produrrà benefici tali da trasformarle in luoghi di produzione e consumo sostenibile di energia, anche attraverso azioni di formazione ed informazione, con il contributo partecipato di cittadini, stakeholder ed amministratori locali.

Le attività in ciascuna comunità si articolano in tre step: 1) analisi della situazione energetica (disponibilità di risorse e fabbisogno); 2) definizione di un “Piano Integrato di Sostenibilità Energetica”; 3) realizzazione di impianti pilota ed azioni dimostrative. L’attività in ciascuna comunità è già cominciata: sono stati sottoscritti trentasei protocolli di intesa, completati dieci rapporti di analisi della situazione energetica e nove Piani Integrati di Sostenibilità Energetica.

Diciannove sono, invece, gli studi di fattibilità prodotti: sei in Slovenia, dieci in Albania e tre in Grecia. Quelli in fase di sviluppo arrivano invece da Italia, Croazia e Montenegro, dove si sta procedendo l’individuazione di oggetto ed ambiti di intervento.

Ciascun partner ha scelto autonomamente il numero delle comunità da coinvolgere: alcuni hanno optato per un solo comune (come le Regioni Puglia, Molise, Veneto, Epyro in Grecia e le regioni croate Primorsko Goranska e Spalato Dalmazia). Due comunità per Emilia Romagna, Istria, Bosnia e Herzegovina, Montenegro. Tre comunità per l’agenzia croata Dunea e per quella slovena Golea.

I partner che hanno selezionato il numero maggiore di comunità sono stati, invece, il Friuli Venezia Giulia (13), la Serbia (9), le Marche (7), l’Albania (5), l’Abruzzo (4). Le 58 comunità comprendono zone residenziali, zone industriali ed aree rurali ad alto consumo energetico ma anche dall’importante potenziale produttivo. La scelta di coinvolgere comunità con meno di 10mila abitanti nasce dalla straordinaria diffusione di queste tipologie di insediamento urbano nell’area adriatica. Lo stretto legame tra le piccole comunità e le risorse naturali rende più semplice l’implementazione dei modelli di produzione e l’utilizzo sostenibile di energia.

L’alta incidenza di attività agricole nelle aree immediatamente circostanti garantisce, inoltre, un’importante disponibilità di biomasse. Non manca, infine, una motivazione strategica anche dal punto di vista del coinvolgimento dei cittadini: il contenuto numero di abitanti crea migliori condizioni per il processo partecipato di pianificazione energetica, produzione ed utilizzo di energia rinnovabile.

Per approfondimenti consulta il sito di progetto