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da sx: B. Notarangelo, S. Godelli, N. Vendola, M. Vauzelle, E. MarianouIl Mediterraneo in fiamme: timida la risposta dall’Europa, forte la presa di posizione da parte delle Regioni che invocano politiche globali per affrontare la crisi epocale in atto. Questo è emerso dalla prima sessione del Bureau Politico in corso a Bari.

L’Europa appare timida, chiusa e ripiegata su se stessa, di fronte ad una crisi che sta infiammando il Mediterraneo: è un coro unanime quello che si è levato oggi nel corso del Bureau Politico organizzato a Bari dalla Commissione Intermediterranea della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime.

L’appello è per una presa di posizione decisa: “Le regioni che fanno cooperazione - ha detto l’Assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli - sono infinitamente più avanti rispetto ai governi centrali. Il problema è che non è ancora chiaro che è in atto un processo di cambiamento strutturale in area euro-mediterranea, che va affrontato in termini di politiche globali e interregionali, non di appelli alla misericordia”. Un “nuovo meticciato”, questa può essere la vera medicina per la rinascita e la rivitalizzazione di un’Europa ormai vecchia, ha auspicato la Godelli.

L’invito a restare uniti è venuto anche da Michel Vauzelle, Presidente della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur e Presidente uscente della Commissione intermediterranea (Cim), della Conferenza delle regioni periferiche marittime (Crpm): “L'Europa non ha misurato cosa si trovava di fronte. Ma ora la crisi ci impone di vigilare, di continuare a parlarci e a riunirci, senza isolarci, perché ci troviamo di fronte ad una rivolta che sta sconvolgendo l'intero mondo arabo e come Commissione Intermediterranea dobbiamo operare ed essere all'altezza, assumendoci le nostre responsabilità.”

Sul ruolo decisivo delle regioni nel quadro di una politica di coesione si è concentrato Bernardo Notarangelo, dirigente del Servizio Mediterraneo e direttore dell’Area Organizzazione della Regione Puglia, che ha sottolineato: “La coesione territoriale è un principio politico fondato sulla cooperazione e sulla solidarietà tra i diversi territori su diversi livelli di intervento, ma è anche un obiettivo operativo che si concretizza attraverso l’operato strategico delle regioni. Tuttavia, perché questo si traduca in una Strategia Mediterranea Integrata è necessario un coordinamento UE, che valorizzi e tenga conto del ruolo delle stesse”.

Da “cittadino euro-mediterraneo” si è espresso infine il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenuto per concludere la prima sessione del Bureau, parlando di “politica inadeguata di fronte agli appuntamenti della storia”. A dimostrarlo non solo la mancata presa di posizione dell’Europa rispetto alla crisi, ma anche l’arresto del processo di allargamento dell’UE che proprio in questa fase dovrebbe subire un’accelerazione, oltre alla “lunga inerzia dell’Europa nei confronti del conflitto israelo-palestinese”: “I ragazzi della generazione di Internet stanno cambiando la storia e grazie ad essi il Mediterraneo sta tornando al centro della scena del mondo - ha detto Vendola - l’Europa potrebbe dare un contributo al processo di pace ripensando se stessa e accelerando il momento delle riforme nel senso del dialogo e della cultura”.

Per maggiori informazioni sulle attività della CRPM e della CIM: www.crpm.org e www.medregions.com.

Redazione Europuglia