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Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Siciliana, è stato eletto alla presidenza della Commissione Intermediterranea della CRPM, la Conferenza delle regioni periferiche e marittime d'Europa. I 44 presidenti giunti a Catania per la venticinquesima assemblea generale della Commissione Intermediterranea hanno eletto per acclamazione Lombardo, alla guida dell'organismo per i prossimi due anni.


“La priorità assoluta per lo sviluppo nel Mediterraneo è quella di fermare la guerra e di sostenere la crescita della democrazia''. Con questo messaggio Raffaele Lombardo ha ricevuto dall'uscente Michel Vauzelle le consegne alla guida della Commissione intermediterranea della Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime d'Europa.”Le enormi risorse economiche che la comunità internazionale sta spendendo per gestire le azioni contro la Libia, avrebbero certamente prodotto ben altri, positivi, risultati - ha detto Lombardo - se fossero state utilizzate in progetti di sviluppo civile". "L'Europa - ha confermato il presidente uscente Vauzelle - non si costruisce con la violenza e i morti. Le regioni mediterranee si sono sempre impegnate alla costruzione della pace e della democrazia”.

La presenza italiana nella Conferenza Intermediterranea è rafforzata anche dall’ingresso del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, eletto insieme ai rappresentanti di altre cinque regioni, nell’ufficio politico della Commissione Intermediterranea (CIM), nell’ambito dei lavori della venticinquesima assemblea della commissione. L'organismo è composto da circa 50 Regioni, in rappresentanza di 10 Paesi (Italia, Cipro, Francia, Grecia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia). Costituita nel 1990 per esprimere sul piano europeo gli interessi delle Regioni che si affacciano sul mare Mediterraneo, la CIM, che fa parte integrante della Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime dell’Unione Europea (circa 160 Regioni, in rappresentanza di 28 paesi), ha allargato nel tempo la propria sfera d’azione all’insieme delle problematiche delle Regioni che si affacciano sul mediterraneo.

Tale processo ha avuto una particolare accelerazione dopo la firma della dichiarazione di Barcellona del 1995. L’organismo promuove a livello europeo le tematiche che riguardano lo sviluppo regionale, gli affari marittimi, l’agricoltura, i trasporti e altri temi rispetto ai quali si è ravvisata la necessità di una maggiore attenzione alle specificità di questa particolare area. La Commissione persegue, altresì, un maggiore equilibrio nelle politiche di sviluppo e l’avvio di progetti strategici “pilota” sulle tematiche a forte impatto territoriale. “In un’area dalle mille specialità – ha dichiarato il presidente Cappellacci - in cui si incrociano i destini, le aspirazioni, le culture e le tradizioni di tanti popoli diversi occorre un’attenzione e un’azione positiva da parte dell’Unione Europea: un approccio nuovo, finalizzato alla costruzione di uno sviluppo che sia una risposta alle forti tensioni politiche e sociali e allo stesso tempo strumento di pace e di cooperazione tra i popoli”. “Sono tutti temi – ha sottolineato - rispetto ai quali non solo la Sardegna ha una spiccata e naturale sensibilità, ma ha anche la volontà di recitare un ruolo da protagonista”.

 

 

Fonte: Regioni.it