Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

accordoDa Monopoli, una delle sedi del network dei Porti del Levante, è partita la sfida al miglioramento della qualità dei servizi tra Adriatico e Tirreno con la stipula del Protocollo di Intesa tra l'Autorità Portuale del Levante e l'Autorità di Livorno.


Il protocollo stabilisce la prassi di cooperazione per il trasferimento di best practice e l'implementazione dell'uso del manifesto doganale elettronico al fine di velocizzare e migliorare le procedure e le relazioni commerciali migliorando il sistema di servizi a vantaggio delle rotte che collegano il basso Adriatico con l'Alto Tirreno, seguendo i flussi delle merci e dei passeggeri che transitano tra i porti di Durazzo, Bari e Livorno dall'area dei Balcani e del Mar Nero, fino alla Spagna e vice-versa. “Il rapporto con l’Autorità Portuale di Livorno - dice Franco Mariani presidente dell’Autorità Portuale del Levante - è fondamentale perché significa aprire il bacino del Sud Est Europa all’Alto Tirreno attraverso servizi comuni ed omogenei: il manifesto doganale elettronico è uno di questi, mentre la sfida è quella di migliorare la qualità dei servizi ro-ro pax per agevolare i flussi”.

La base di lancio è costituita dalle attività propedeutiche all’avvio del manifesto doganale, obbligatorio a partire da Gennaio 2011. Livorno da una parte, Levante e Durazzo dall’altra hanno creato un modello operativo che pone la cooperazione istituzionale al servizio degli operatori e mette i port users al centro dell’attenzione. Il confronto con i rappresentati di Olanda, Slovenia Grecia, Austria, Ungheria, Serbia, Montenegro, Albania, Romania e Bulgaria e le Autorità Portuali di Venezia ed Ancona ha fatto emergere la validità del modello elaborato e ha stimolato i partner a collaborare per cogliere le sfide del gennaio 2011, preparati e competitivi.

Sul tavolo di lavoro si sono alternate le posizioni degli operatori e delle autorità doganali italiane ed albanesi. Giulio Planera, direttore generale dell’Agenzia Regionale delle Dogane di Puglia, ha presentato i dati del porto di Bari sull’utilizzo del manifesto elettronico: “L’incremento dal 15% al 70% delle pratiche doganali negli ultimi due mesi, grazie alla cooperazione istituzionale e delle agenzie marittime – spiega Planera - è dovuto a un miglior rapporto con gli operatori che hanno compreso l’importanza dell’adeguamento alle regole comunitarie per tempo”. Infatti, dal 1° Gennaio 2011 sarà obbligatorio il manifesto elettronico. Bari e Livorno sono all’avanguardia nella preparazione degli operatori alla graduale introduzione dell’e-customs. Inoltre, durante i lavori il dott. Planera ha colto l’occasione per annunciare che è stato abolito tra Italia e Albania il cd “foglio di prescrizione”.

Il porto di Durazzo, con l’incremento di traffico, dovuto agli imponenti lavori di adeguamento del porto, e con le maggiori possibilità di procedure semplificate per il traffico passeggeri, non è da meno sul piano dell’infrastrutturazione immateriale. “Sono già testati i manifesti elettronici che prevedono un tempo medio di pre-cleriang di un’ora per le merci in entrata ed in uscita - ha spiegato Julian Kapedani dell’Agenzia delle Dogane di Durazzo – con il programma Ascyda Word. La dichiarazione infatti avviene in forma telematica e nel contempo con dichiarazione scritta del contenuto”.

La conferma dei passi avanti sul piano della cooperazione istituzionale a vantaggio della community portuale viene da Domenico Stea, nella duplice veste di Presidente della Tirrenia Navigazione e di Decano dell’Associazione degli Spedizionieri Doganali di Puglia: “Le relazioni istituzionali forti hanno consentito ad entrambi i porti di crescere con le imprese e il processo di avvicinamento passa attraverso il dialogo, il confronto e il superamento delle barriere materiali ed immateriali”.

Mauro Paolo Bruno, dirigente dell’Ufficio Cooperazione dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, coglie l’occasione per lanciare durante il tavolo di lavoro congiunto Italbalk e Watermode la prossima sfida che lega le due sponde dell’Adriatico: La creazione dell’Euro-Regione Adriatico-Ionica il prossimo 17 settembre durante la Fiera del Levante a Bari.

“Il coordinamento dei due progetti - aggiunge Franco Mariani - sta consentendo di mettere a fattor comune le esperienze maturate e di focalizzare meglio le best practices spaziando dalla safety alla security, passando per l’e-custom e l’e-maritime: tutti strumenti per far funzionare meglio i porti”. Gli atti della tavola rotonda confluiscono nella documentazione che l’Autorità Portuale del Levante, in collaborazione con gli altri partner, invierà alla Commissione Europea per la definizione dei nuovi corridoi europei.

Il “modello Marisabella” è un luogo di cooperazione internazionale ed istituzionale con la partecipazione di vari stakeholders: dogane, polizia di frontiera, armatori, spedizionieri, auto-trasportatori ed agenzie marittime italiane, albanesi e montenegrine. Mentre il progetto Italbalk è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero degli Affari Esteri, il progetto Watermode è finanziato dal programma South East Europe: entrambi sono, però, finalizzati al superamento, attraverso la cooperazione interistituzionale ed internazionale, delle barrire materiali ed immateriali che rallentano il traffico delle merci.

Il Workshop sul “Modello di gestione del traffico ro/ro pax per i passeggeri” ha visto i relatori confermare la positività del confronto sul campo e di un approccio che consente di sviluppare la road map ascoltando le esigenze delle imprese e dei passeggeri per superare, attraverso la cooperazione  tra istituzioni e imprese, le barriere materiali ed immateriali esistenti sul traffico tra l’Italia e i Balcani. Il progetto Watermode amplia gli orizzonti sull’intero Sud Est Europa e mira a sviluppare la rete transnazionale per la promozione del trasporto intermodale acqua-terra.

L’Autorità Portuale del Levante, con i suoi tre porti, ciascuno specializzato per una tipologia di traffico, costituisce un modello a livello internazionale di distribuzione del trasporto ro-ro pax. Il porto di Bari, come afferma Mario Sommariva, Segretario Generale dell’Autorità Portuale, è un porto atipico nel quadro nazionale, nel quale uno dei maggiori traffici è rappresentato dai passeggeri diretti in Albania, Kosovo e Macedonia; circa 800.000 passeggeri all’anno che si muovono, da tutta Europa, verso Bari secondo un andamento pressoché costante nel corso dell’anno. Da almeno 12 anni a questa parte si distribuiscono così: 14% a luglio, 28 % ad agosto, 10% sia a settembre che a dicembre. In quattro mesi viene movimentato il 62% dell’intero traffico annuale. Fino al 2006 queste persone venivano accolte in una sorta di bolgia infernale, che diventava assieme un problema di ordine pubblico e di protezione civile. Il porto veniva chiuso per eccesso di congestione.

Nell’estate 2007, l’Autorità Portuale ha predisposto, nell’area già completata del piazzale di Marisabella, uno spazio attrezzato nel quale sono stati spostati i check-in e le biglietterie, creati servizi igienici, docce, aree coperte, esercizi commerciali per il ristoro: 1.200.000 € sono stati investiti in infrastrutture mentre 200.000€ annui sono il costo di gestione per far girare il “modello Marisbaella”. Considerando il picco di agosto il porto è riuscito ad assorbire il 50,82% di passeggeri in più rispetto al 2006, quando, con 155.000 passeggeri il porto venne chiuso per congestionamento. Ad agosto 2009 sono transitati, in piena efficienza, 234.000 passeggeri. Il passo successivo è quello di preparare l’utenza per il grande passaggio verso l’utilizzo del manifesto elettronico che sarà obbligatorio dal 1° Gennaio 2011 per tutti gli operatori.

“Durante l’estate 2010 sono programmate fino a 16 partenze giornaliere per l’Albania - precisa Mariani - ed il modello gestionale del traffico ro-ro pax pensato e sperimentato a Bari per i porti di piccola e media dimensione si arricchisce in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane del manifesto doganale elettronico che velocizza ulteriormente le operazione di imbarco e di sbarco rendendo i sistemi interoperabili e riducendo i costi di gestione per le imprese”.

 

 

Fonte: Autorità portuale del Levante