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Il 15 e il 16 maggio si svolgerà in Grecia, nella sede della Regione delle Isole Ioniche a Corfù, un incontro generale di partenariato del progetto NoBarrier. L'incontro vede il coinvolgimento di tutti i partner di progetto: la Provincia di Bari, la Provincia di Lecce, la Regione della Grecia Occidentale, la Regione delle Isole Ioniche, l'Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali (IPRES), l’Università degli Studi di Bari, il Comune di Bari e il Comune di Nardò (LE).

Esso ha lo scopo di condividere con tutti i partner la metodologia di lavoro, realizzata dall’IPRES, dall’Università di Bari e dalla Regione della Grecia Occidentale, finalizzata a identificare da un lato i percorsi accessibili ai turisti diversabili in Puglia e in Grecia e dall'altro gli standard per gli esercizi turistici e commerciali identificati come “accessibili” per i turisti diversabili.

Nell’ occasione, inoltre, sarà organizzato un incontro con alcune associazioni di diversamente abili presenti nel territorio di Corfù al fine di testare sul campo il metodo di conduzione dei focus group finalizzati a identificare da un lato i criteri di scelta delle destinazioni turistiche, dall'altro la tipologia e il livello qualitativo dei servizi richiesti in vacanza.

Tale attività è particolarmente rilevante in quanto per la prima volta si realizza, attraverso una metodologia condivisa e un approccio di tipo GOPP (Goal Oriented Project Planning), una attività di carattere comune, che tende a implementare azioni coordinate e contemporanee con un identico approccio metodologico in aree geografiche diverse (Corfù, Patrasso, Bari e Lecce).

L'obiettivo principale del progetto NoBarrier è quello di contribuire all’innalzamento dell’accessibilità ai diversamente abili dei territori coinvolti – la Puglia e la Grecia – con particolare riferimento alla promozione del turismo accessibile e alla destagionalizzazione dei flussi turistici.

Il progetto NoBarrier, in particolare, intende migliorare il livello di accessibilità dei territori; sviluppare modelli di adeguamento dei territori all'accoglienza dei diversabili, anche con riferimento a casi di successo nazionali e internazionali; certificare, rendere riconoscibili e dare visibilità ai luoghi accessibili attraverso un sistema di “etichette” condiviso con le associazioni di diversabili; evidenziare i vantaggi economici e sociali derivanti dall’abbattimento delle barriere materiali e immateriali, attraverso interventi strutturali quali la realizzazione di una spiaggia accessibile, il miglioramento dei servizi informativi per i diversabili, la promozione di “percorsi senza barriere”; creare una rete stabile degli attori coinvolti; favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici nell'ambito socio-culturale, attraverso la predisposizione di pacchetti e offerte.

Il processo realizzativo di NoBarrier si basa sul metodo del cultural planning, ossia della ricomposizione strategica delle risorse territoriali per migliorare la coesione sociale. Si intende dimostrare la bontà di un investimento in infrastrutture per l’accessibilità, in termini di creazione di nuove opportunità economiche, di miglioramento della qualità della vita degli abitanti di un territorio, di integrazione sociale e di pari opportunità.

In questo quadro risulta innovativa l'azione del partenariato, integrata e concertata con i soggetti strategici dello sviluppo a livello locale e nazionale, sia per la creazione di spazi e opportunità di fruizione turistica e culturale (quali strumenti non solo di sviluppo economico, ma anche di integrazione sociale), sia per l'attivazione di nuove forme di cooperazione tra imprese turistiche e dell'industria culturale, associazioni culturali, sportive e di promozione sociale.