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Continuano gli interventi mirati all’individuazione e alla tutela dei ponti tradizionali in pietra nell’ambito del progetto “Bridges of History and Tradition”, (Bridge.Trad), finanziato nell’ambito del Programma europeo di cooperazione territoriale Grecia-Italia 2007-2013 e attuato sul territorio regionale dall’UPI Puglia, Unione Regionale delle Province Pugliesi.

 Il 17 e il 18 giugno, presso la Sala Consiliare del palazzo della Provincia di Bari si svolgerà il 1° workshop per il set-up del Centro transfrontaliero di tutela, promozione e valorizzazione dei ponti tradizionali della Puglia al quale partecipano docenti universitari, amministratori pubblici, architetti, ingegneri, fotografi, storici e altre professionalità provenienti da diversi ambiti disciplinari.

Durante la due giorni verrà illustrato il lavoro fin qui realizzato dal team di esperti: su un totale di circa 70 ponti individuati sull’intero territorio, sono stati selezionati  per la loro straordinarietà, sia sotto il profilo architettonico che storico, i ponti di epoca romana nell’area tra Canosa, Ascoli Satriano, Candela. Essi sono di proprietà privata non noti alla popolazione e agli enti pubblici: un patrimonio culturale sconosciuto e non fruibile all’interno del circuito turistico culturale. Per questo, entro la fine del mese di settembre, verrà realizzata una “mappatura di dettaglio” che sarà messa a disposizione della Regione Puglia, degli istituti di ricerca pugliesi e greci, degli enti competenti a livello regionale e nazionale e di tutti gli stakeholder.

Anche nel Salento e lungo le coste, quasi completamente costituitesi come riserve marine per la flora e la fauna, la presenza dei ponti è sicuramente un valore aggiunto, e in alcuni casi si trasforma in espressione poetica di notevole riconoscibilità. Molto interessante sotto il profilo tecnologico-ingegneristico e didattico è infine l’infrastruttura dell’acquedotto pugliese, con i suoi straordinari ponti, che si sviluppa da Capo Sele fino a Leuca, per oltre 300 chilometri.

In generale la scelta dei ponti selezionati si è basata, oltre che sull’importanza storica e sulle qualità architettoniche, anche sulla capacità del manufatto, in quanto infrastruttura, di inserirsi armoniosamente nel paesaggio, valorizzandone i caratteri estetici.

“L’esplorazione e mappatura dei ponti di pietra integrerà la conoscenza del patrimonio culturale fruibile nell’ambito di itinerari turistici regionali e transnazionali, allo scopo di accrescere un turismo tematico e il numero dei visitatori nell’ambito delle aree territoriali interessate dalle attività progettuali - afferma il project manager Roberto Serra -  Nel contempo, le attività saranno mirate ad analizzare le caratteristiche storiche e le relazioni con l’ambiente circostante, a registrare l’eventuale degrado subìto nel tempo, a valorizzare i materiali naturali e le tecniche utilizzate nella costruzione dei ponti, ad individuare le relazioni con il territorio circostante, dimostrando quanto l'intervento umano e la natura possano fondersi armoniosamente.”

Durante il workshop saranno illustrate le linee guida del protocollo d’intesa che sarà sottoscritto tra l’Upi Puglia e Formedil, l’ente bilaterale per la formazione professionale nell’edilizia della provincia di Bari, con lo scopo di creare una sinergia tra le parti istituzionali fin qui coinvolte e raggiungere in pieno gli obiettivi e le finalità del progetto “Bridge.Trad” . Saranno inoltre avviate le consultazioni con la Regione Puglia per la definizione di azioni riguardanti la conoscibilità e la catalogazione dei ponti di pietra come nuovi attrattori culturali da inserire all’interno di itinerari turistici. 

L’informativa integrale che riguarda le azioni progettuali è consultabile sul sito www.upipuglia.it nella sezione “gestione progetti”.