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Il 20, 21 e 22 aprile 2015 si svolgeranno in Bari, presso il fortino Sant’Antonio, le tre giornate di workshop di approfondimento sulle tematiche della povertà e gli strumenti per il contrasto alle vecchie e nuove povertà. Le giornate di workshop si svolgono all’interno del progetto NEB.SOC., finanziato dal Programma Grecia Italia 2007 – 2013.

Il progetto intende realizzare alcune azioni di carattere sperimentale finalizzati alla realizzazione di attività di contrasto alle povertà attraverso l‘attivazione di percorsi di inclusione sociale e lavorativa in favore di persone a rischio di povertà in Bari ed in Patrasso. Il progetto, inoltre, intende sviluppare una rete di carattere transfrontaliero anche attraverso l’utilizzo di IT, con l’obiettivo di promuovere azioni comuni che possano valorizzare i servizi di integrazione sociale, lavorativa e lo scambio di buone pratiche tra l’Italia e la Grecia.

Il progetto è particolarmente interessante anche alla luce delle attuali dinamiche di carattere sociale presenti in Puglia ed in Grecia.

Il workshop è organizzato dall‘IPRES, che effettua il coordinamento scinetifico delle attività attraverso il responsabile di progetto Prof. Gianfranco Gadaleta. Altri partner di progetto, oltre l‘IPRES, sono: il Comune di Patrasso, il Comune di Bari e l‘Agenzia di sviluppo sociale del Comune di Patrasso.

È necessario ricordare che attraverso il progetto NEB.SOC. il Comune di Bari sta attivando 96 tirocini formatrivi in favore di adulti disoccupati di lunga dirata.

Gli interventi per il contrasto alle nuove e vecchie povertà, sino ad oggi, risultano essere caratterizzate dalla attivazione, in via principale, da interventi di carattere passivo (contributi economici e similari); solo in rari casi sono stati attivati (e il Comune di Bari è stato un antesignano in proposito sin dalla programmazione sociale 2010 – 2012) interventi di politica attiva attraverso l’attivazione di percorsi di inclusione lavorativa che, però hanno riguardato pochi casi (in considerazione sia dell’aspetto sperimentale degli interventi sia delle poche se non scarse risorse messe a disposizione). La maggior quota dei casi che venivano intercettati dal sistema sociale professionale venivano avviati verso percorsi “passivi”. Oggi, quindi per la maggior quota degli operatori sociali (sia del sistema pubblico sia del sistema privato) gli strumenti a disposizione per il contrasto delle povertà sono quelli “tradizionali” (contributo economico, contributo economico straordinario, contributo alloggiativo, contributo per lo sfratto incolpevole, contributo per le ragazze madri, ecc)

Tale scenario oggi sta profondamente cambiando. Entro pochi mesi il ricorso alle “politiche passive” sarà eccezionale e non la “normalità dei casi”. Tale modifica (che definirei epocale in quanto implica non solo una cambiamento di approccio, nel modo di lavorare e di interfacciarsi con l’utenza da parte della rete sia pubblica sia privata dei servizi sociali ma anche una modifica profonda degli strumenti che gli stessi dovranno utilizzare) verrà attuata attraverso una serie di progettualità ad attivarsi a breve da parte dei Comuni. Tali progettualità troveranno capienza finanziaria all’interno dei fondi strutturali comunitari sia a livello regionale sia a livello nazionale (FEAD e PON). L’attivazione di progettualità a valere su fondi comunitari deve implicare l’attivazione, anche ai sensi dei diversi Regolamenti Comunitari, di percorsi “attivi”, con conseguente costante e progressivo decremento delle risorse a disposizione per le “politiche passive”.

All’interno di tale scenario si inserisce la progettualità NEB.SOC. che, anzi, ha anticipato tale tendenza.

Le tre giornate di workshop tendono, quindi, a:  fornire strumenti conoscitivi adeguati sulle nuove tendenze in atto; dimostrare che è possibile innovare l’approccio conoscitivo dei fenomeni utilizzando anche strumenti tradizionalmente usati in altri campi (software GIS); presentare e far conoscere i programmi regionali e nazionali che saranno pienamente operativi entro pochi giorni; avviare un percorso di rete tra gli operatori privati ed il Comune di Bari per la realizzazione delle progettualità, anche per avviare un percorso partecipato per la realizzazione di un piano strategico per il contrasto alle povertà in Bari.  far prendere coscienza agli operatori pubblici e privati che tale tipologia di intervento implica una gestione non solo di carattere sociale ma anche amministrativa.