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Si è svolto con successo ad Andria, presso Oliveti d’Italia, il primo dei quattro incontri tecnici previsti nell’ambito del Progetto Biolmed, che è parte integrante del Programma di cooperazione territoriale transnazionale europea MED. Molti i partecipanti, dai responsabili delle associazioni di categoria ai tecnici, periti agrari e agronomi, provenienti dalle province di Bari e BAT.


L’incontro nasce come momento di informazione, formazione e scambio di buone pratiche all’interno di un progetto il cui principale obiettivo è quello di migliorare la competitività della coltivazione biologica dell’olivo, lavorando sulla qualità delle filiere produttive ed i loro impatti ambientali.

Condotto da Teodoro Miano, coordinatore di progetto, oltre che docente presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bari, l’incontro è stato introdotto da Nicola Ruggiero, presidente Oliveti d’Italia e Fausto Savoia, referente di progetto per l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.

Tre i temi chiave affrontati dagli esperti: “Tecniche di produzione biologica in olivicoltura: concimazione e difesa” (Alfonso Germinario, esperto in fertilizzazione e Antonio Guario, dirigente Ufficio Osservatorio Fitosanitario Regionale); “La trasformazione Olivicola nel sistema biologico” (Gianni Martellini, responsabile Dipartimento Qualità-Oliveti d’Italia ad Andria); "Etichettatura, caratterizzazione e valorizzazione degli oli nell’ambito del Programma BIOL" (Maria Ciaula – IAMB e Anna Neglia – Giuria Premio BIOL).

Gli interventi degli esperti si sono focalizzati dunque sia sugli aspetti puramente agronomici, legati alla coltivazione biologica dell’olivo sia sulla fase della trasformazione del prodotto connessa ai processi di qualità; ma anche sulle questioni di carattere commerciale relative all’etichettatura e alla valorizzazione dell’olio, che sono state affrontate tenendo conto della normativa europea e nazionale in materia. Punto di partenza fondamentale per un discorso di valorizzazione dell’olio resta il Premio BIOL, evento internazionale intorno a cui ruota l’intero progetto e che pone la questione di come il giudizio di una giuria internazionale possa essere tradotto in termini commerciali.

“Progetti come questo - ha concluso Miano - devono farci capire che bisogna lavorare di più insieme, non chiudere le frontiere dell’ascolto, ma prestare sempre attenzione a quello che fanno negli altri paesi. Poi in una filiera produttiva così povera come quella dell’olivicoltura, fare massa critica serve ancor più ad ottimizzare forze e conoscenze, attraverso la condivisione delle buone pratiche”.

Prossimo step, a Brindisi, con il secondo incontro tecnico, venerdì 5 novembre 2010.

Per informazioni sul Progetto Biolmed consultare la scheda a cura della Redazione Europuglia e il sito web di riferimento Biolmed.

(Foto: Ficarra&Mastrosimini)


 

 

Redazione Europuglia