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Molti gli spunti e interessanti le riflessioni suscitate dal terzo dei quattro incontri tecnici, programmati nell’ambito del Progetto Biolmed, che si è svolto nei giorni scorsi a Cassano Murge, in provincia di Bari, dove gli addetti ai lavori del settore olivicolo si sono confrontati su tematiche legate all’innovazione nell’olivicoltura biologica.


Ad aprire i lavori Fausto Savoia, referente di progetto per l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, che è tra i partner italiani del progetto, finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione territoriale transnazionale europea MED. Al suo fianco: l’Istituto Agronomico del Mediterraneo di Bari, capofila; il Consorzio Italiano per il Biologico-CiBi e l’Istituto di Certificazione Etica e Ambientale – ICEA, cui si aggiungono, come partner esteri, la Spagna (SEAE e CAFAGE), la Grecia (TEI e DIO) e Malta.

Mettere in comune conoscenza, innovazione tecnologica ed innovazione di processo è la caratteristica principale di questo progetto, come ha evidenziato Teodoro Miano, docente presso la Facoltà di Agraria di Bari e coordinatore del progetto, che ne ha illustrato le azioni principali. Sulle ragioni e finalità dell’agricoltura biologica è intervenuto Gaetano Paparella, presidente dell’ICEA, definendola una pratica agricola moderna, rispettosa dell’ambiente e del suolo e attenta a preservare la qualità dei prodotti. E proprio dalla necessità di valorizzare uno dei prodotti principe della nostra agricoltura, come l’olio d’oliva, esaltando la qualità di quello biologico, è nato il Premio Biol, cui il Progetto Biolmed si ispira, puntando a migliorare la competitività della coltivazione biologica dell’olivo e a rendere più efficace lo sforzo di commercializzazione del prodotto.

L’incontro si è svolto presso la Masseria Amicizia ed ha toccato le principali problematiche di interesse degli operatori in ciascuno dei segmenti dell’intera filiera, a partire dalla fase della produzione su cui si è soffermato Antonio Guario, dirigente dell’Ufficio Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, parlando delle tecniche di difesa più efficaci, nella coltivazione in biologico, contro le avversità che colpiscono l’olivo. Sulla fase di trasformazione è poi intervenuta Antonia Tamborrino dell’Università degli Studi di Bari, che ha puntato sull’importanza dell’uso appropriato delle tecnologie nel processo di estrazione, ai fini del miglioramento della qualità del prodotto ed ha passato in rassegna le alternative di impianto e di processo da impiegare per meglio caratterizzare il proprio olio, dal punto di vista organolettico e salutistico.

La parola è passata quindi a Vincenzo Verrastro, dello IAMB, che si è concentrato sull’importanza del compostaggio aziendale, il cui fine deve essere quello di mantenere il carbonio dei suoli nei suoli, trasformando il rifiuto organico in sostanza organica stabile. Di etichettatura e caratterizzazione degli oli ha parlato infine Maria Ciaula, dell’Istituto Agronomico, illustrando le nuove disposizioni in materia per i prodotti biologici.

Per informazioni sul Progetto Biolmed, consultare la scheda a cura della Redazione Europuglia e il sito di riferimento.

 

 

Redazione Europuglia