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Si è chiuso a Lecce, presso l’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura - Regione Puglia, il ciclo degli incontri tecnici organizzati nell’ambito del Progetto Biolmed e rivolti agli attori della filiera olivicola bio, che hanno partecipato con vivo interesse: tra i presenti molti i tecnici, i responsabili di aziende e di associazioni di categoria.


Il Progetto Biolmed, in via di conclusione, s’inquadra nell’ambito del Programma di cooperazione territoriale transnazionale europea MED ed è orientato al miglioramento della competitività della coltivazione biologica dell’olivo, puntando sulla qualità delle filiere produttive. “E’ uno dei progetti, ha sottolineato in apertura dell’incontro Fausto Savoia, referente per l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, che ci consente di valorizzare i nostri prodotti e viaggiare in un mercato sempre più globale con prodotti di qualità, che rappresentano il nostro plus-valore economico”.

Ad illustrarne le azioni principali e gli obiettivi è intervenuto Teodoro Miano, docente presso la Facoltà di Agraria di Bari e coordinatore del progetto, di cui l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari – IAMB è capofila. Al suo fianco come partner italiani, oltre all’Assessorato al Mediterraneo, ci sono: il Consorzio Italiano per il Biologico-CiBi, l’Istituto di Certificazione Etica e Ambientale - ICEA  e tre partner esteri, la Spagna (SEAE e CAFAGE), la Grecia (TEI e DIO) e Malta.

La  sfida, come ha fatto notare Gaetano Paparella, presidente dell’ICEA, iniziata già più di quindici anni fa con l’avvio del Premio BIOL, è quella di rendere questa attività più produttiva con la collaborazione degli operatori, per migliorare il prodotto e commercializzarlo in modo più efficace. Paparella si è poi soffermato sul significato del premio, esempio di valorizzazione di un prodotto di qualità e sulle questioni legate alla comunicazione e al marketing.

Sugli aspetti tecnici e sulle principali problematiche d’interesse degli operatori, sono stati focalizzati gli interventi di Antonio Guario, Antonio Ficarella e Maria Ciaula. Dirigente dell’Ufficio Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia. Guario ha illustrato le tecniche di difesa più efficaci nella coltivazione in biologico, per contenere le avversità che colpiscono l’olivo mantenendo inalterato l’equilibrio eco-ambientale. Delle interessanti possibilità di integrazione tra filiera agricola e bioenergia ha parlato invece Antonio Ficarella, docente presso l’Università di Lecce, evidenziando come il connubio agricoltura ed energie rinnovabili possa rappresentare una risposta locale ad un tema globale, anche rispetto alla possibilità di ridurre le emissioni inquinanti: “Si può parlare di bioraffineria legata alla filiera dell’olio d’oliva, ha spiegato Ficarella, prendendo spunto dalle numerose iniziative già in atto in Europa. Si tratta di esperienze che integrano le opportunità derivanti dal mondo agricolo e dal mondo dell’ingegneria, per ottenere prodotti abbastanza sofisticati come i biocarburanti, portando al massimo i risultati economici dello sfruttamento delle risorse agricole”.

Sulla questione etichettatura e sulla sua importanza si è invece concentrata nel suo intervento Maria Ciaula dell’Istituto Agronomico, illustrandone modalità e criteri, secondo il nuovo regolamento in materia di produzione biologica e con particolare riferimento alle regole per l’utilizzo del nuovo logo europeo, il cui uso è obbligatorio a partire dal 1 luglio 2010 (Reg. CE 271/2010).

Per informazioni sul Progetto Biolmed, consultare la scheda a cura della Redazione Europuglia e il sito di riferimento Biomed.

  

 

Redazione Europuglia