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Sistemi agro-alimentari inadeguati ed erosione della biodiversità, queste le motivazioni alla base della due giorni che ha visto esperti internazionali a confronto sui temi dell’alimentazione mediterranea sostenibile e della biodiversità, organizzata a Bari - nell’ambito del Progetto NOVAGRIMED - dal Servizio Mediterraneo della Regione Puglia con il supporto tecnico dello IAMB e dell’Area per lo Sviluppo Rurale – Servizio Agricoltura. 


Una tavola rotonda su “Alimentazione Mediterranea Sostenibile e Diete” e un convegno internazionale su “Alimentazione mediterranea sostenibile e biodiversità”: la due giorni appena conclusa a Bari, ha messo attorno ad un tavolo una serie di esperti mondiali di nutrizione, economia, ambiente e risorse naturali. Tutti chiamati a confrontarsi sull’inefficienza degli attuali sistemi alimentari e tutti concordi sulla necessità di mettere in atto nuove strategie, che promuovano e diffondano il concetto e l’uso di “Diete Sostenibili”, ossia diete a basso impatto ambientale che contribuiscano alla sicurezza e nutrizione alimentare ed a una vita sana. Quello di Bari, come ha sottolineato Cosimo Lacirignola, direttore dello IAM di Bari – CIHEAM, che ha aperto e chiuso i lavori della seconda giornata, è stato un momento di riflessione multidisciplinare in vista del workshop internazionale, fissato per novembre 2011 sempre a Bari, in cui si metteranno a punto le linee guida per la sostenibilità della Dieta Mediterranea.

Un tema, quello dell’alimentazione sostenibile, che restituisce la giusta centralità alla questione della salvaguardia dell’agricoltura in quanto risorsa primaria dello sviluppo, come ha fatto notare Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia: “Sono le risorse energetiche e agricole, ha aggiunto, il punto focale su cui si decide l’indirizzo e la sostenibilità dello sviluppo di un paese. E la dieta mediterranea può rappresentare l’incubatore di un modello di sviluppo attento a questi fattori”.

Lo sforzo che si fa attraverso progetti come NOVAGRIMED, che ha reso possibile l’evento di Bari, ha sottolineato Bernardo Notarangelo, dirigente del Servizio Mediterraneo e chairman nella seconda giornata di lavori, punta proprio a riportare queste problematiche al centro di un’elaborazione strategica su scala europea.

Individuare azioni innovative per lo sviluppo e rendere i sistemi agroalimentari più competitivi, è infatti tra gli obiettivi del progetto NOVAGRIMED, nato in seno al Programma di cooperazione transnazionale MED e introdotto in prima giornata da Fausto Savoia, responsabile del progetto presso il Servizio Mediterraneo. Ma proprio i sistemi agroalimentari, come ha evidenziato Roberto Capone, amministratore principale dello IAM di Bari – CIHEAM, sono chiamati in causa, dati FAO alla mano, in quanto incapaci di rispondere ai fabbisogni globali.

Una dieta “ricca e sana” come quella mediterranea, ha spiegato Barbara Burlingame, della Divisione Nutrizione e Protezione del Consumatore della FAO – Roma, ha avuto un ruolo fondamentale per la definizione del concetto di dieta sostenibile da parte della FAO e per l’individuazione di un modello che sia “rispettoso delle biodiversità e degli ecosistemi, culturalmente accettabile, accessibile economicamente giusto e alla portata di tutti; adeguato dal punto di vista nutrizionale, sicuro e salutare, pur ottimizzando le risorse naturali e umane” (Simposio Scientifico Internazionale su “Biodiversità e Diete Sostenibili” FAO-Roma 2010).

Il problema è che, secondo Denis Lairon, presidente della Federazione delle Società Europee di Nutrizione (FENS) – Marsiglia: “La pressione dell’economia globalizzata provoca l’erosione della dieta mediterranea, mentre è sempre più urgente la necessità di promuovere un’alimentazione sostenibile”.

L’invito a riappropriarsi della dieta mediterranea e rilanciarla come modello di dieta sostenibile è venuto anche da Rekia Belhasen, segretario generale, Unione Internazionale Scienze della Nutrizione (IUNS) Marocco e da Martina Padilla, Amministratore scientifico, CIHEAM – Montpellier, che hanno rimarcato l’importanza di conservare e incrementare la biodiversità “nel piatto” per garantire la nutrizione a tutti attraverso un basso impatto ambientale. A questo proposito, Habiba Hassan-Wassef, medico nutrizionista dell'Università del Cairo parlato della perdita di memoria e tradizione alimentare e della necessità di creare una rete per lo scambio di informazioni utili e dell'importanza del patrimonio alimentare culinario.

Approfondimenti:
Progetto Novagrimed - scheda a cura della Redazione Europuglia
Programma MED - scheda a cura della Redazione Europuglia
- icon Proposte d’intervento per la sostenibilità della dieta mediterranea



 

 

Redazione Europuglia