Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Sfruttare il calore per generare energia pulita. È l’obiettivo del progetto Vigor di cui si è discusso nel seminario organizzato da Fiera del Levante e Promem Sud Est. Il progetto, nato un anno fa dall’intesa tra Cnr e Ministero dello Sviluppo economico e finanziato con 8 milioni di euro di fondi europei, coinvolge le Regioni obiettivo Convergenza, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia.


La prima fase del programma è in dirittura d’arrivo: mappare le aree passibili di sfruttamento geotermico. In Puglia le zone maggiormente interessate sono quella barese e quella di Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce. «Il prossimo passo – ha spiegato Luca Limongelli, Adg pro-tempore Autorità di Gestione del Poi – è entrare nel vivo della fase attuativa con i bandi regionali. Lo studio propedeutico serve proprio ad ottimizzare lo sfruttamento del suolo».

L’energia geotermica, molto in voga negli anni ‘70, poi trascurata negli anni ‘90, sta tornando in questi anni alla ribalta nella rosa delle fonti di energia alternative, dopo il solare e il fotovoltaico. Presenta notevoli vantaggi: è stabile nel tempo, non emette CO2, permette di risparmiare tra il 60 e l’80 per cento rispetto alle fonti convenzionali, non dà luogo ad impatti distruttivi sul paesaggio.

«Le potenzialità dell’energia geotermica sono diverse – ha sottolineato Giuseppe Angelini, responsabile area Autorità Ambientale della Regione Puglia - dalla climatizzazione agli usi diretti del calore per generare energia. Per questo si può parlare di fonte altamente sfuttabile». «La Puglia è un territorio caldo – ha aggiunto Francesco Sciannameo, dirigente servizio Attività estrattive con delega alla Geotermia, della Regione Puglia – per questo è un buon bacino di utilizzo del calore».

I risvolti economici sono evidenti per le imprese che operano sul territorio e che si sono interessate al progetto. «La geotermia è dappertutto – ha concluso Adele Manzella, coordinatrice del Progetto Vigor – utilizzarla in un modo piuttosto che in un altro è una questione puramente economica. Il progetto serve proprio come base d’azione per lo sviluppo sul territorio dell’impiantistica. L’analisi di alcuni casi tipo di impianti geotermici a livello internazionale servirà a completare il quadro di riferimento».



fonte: FdL - Servizio Relazioni Esterne