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Missione a Podgorica del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, per fare il punto sul futuro della Macroregione adriatico-ionica e passare al Montenegro il testimone della presidenza dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (Iai).

Il Montenegro vuole proseguire, nel segno della continuità, gli sforzi per costituire entro il 2014 una macroregione di 100 milioni di persone che integri economicamente i Paesi delle due sponde, nella prospettiva dell’allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali. Durante la presidenza italiana sono stati firmati due protocolli su piccole e medie imprese e agricoltura, mentre quello sul turismo è in dirittura d’arrivo. E sotto il 'cappello' di Podgorica potrebbe passare anche un protocollo sulla cooperazione culturale. Restano da approfondire i capitoli riguardanti ambiente, trasporti e infrastrutture.

Italia, Grecia e Slovenia (i Paesi Ue dell’Iai), intanto, stanno promuovendo il progetto nelle istituzioni europee. L’8 giugno scorso Mantica ha incassato la disponibilità del Comitato delle Regioni a preparare un parere nei prossimi mesi, analogamente a quanto già fatto per Baltico, Danubio e Mare del Nord. Poi, insieme con il sottosegretario agli esteri sloveno e il ministro dell’agricoltura greco, ha chiesto il sostegno degli europarlamentari dei tre Paesi. Il Montenegro è interessato ad acquisire gli elementi di quest’azione; l’Italia vuole operare in stretta sintonia con Podgorica, che ha anche la presidenza dell’Iniziativa centro europea (Ince), per dare maggiore visibilità all’iniziativa, trasmettendo così un segnale positivo a Bruxelles.

La macroregione adriatico-jonica è “un metodo per accelerare il progresso di integrazione europea di tutti i paesi dello Iai”. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, a Podgorica durante la prima riunione a livello di alti funzionari della presidenza del Montenegro dello Iai. Mantica ha spiegato che si lavora alla liberalizzazione dei visti di Bosnia e Albania, “che speriamo avvenga entro la fine di quest’anno, per poter ragionare tutti da posizioni di parità”. L’obiettivo per l’avvio della macroregione adriatico-jonica è il 2014, ha aggiunto Mantica. Italia, Grecia e Slovenia stanno sostenendo questa battaglia presso l’Unione Europea e la presidenza del Montenegro “deve aiutarci a sostenere questo obiettivo politico”, ha spiegato.

Questo concetto è stato ribadito anche al ministro degli esteri montenegrino, Milan Rocen, a cui Mantica ha spiegato che ci sono dei dubbi posti da Bruxelles a questo progetto come la scarsa integrazione in Bosnia-Erzegovina e la non completa efficienza del parlamento albanese. E tuttavia “bisogna far comprendere i grandi passi in avanti fatti finora come lo sviluppo economico e sociale dell’area”. Il ministro montenegrino ha concordato sulle prospettive europee del suo paese e di tutti i Balcani occidentali, riconoscendo all’Italia il ruolo di sponsor per l’ingresso del suo paese nell’Ue.

Sotto la presidenza italiana che si è conclusa nel maggio scorso, sono stati firmati due protocolli, uno per le Piccole e Medie imprese e uno per la cooperazione rurale. Con la presidenza montenegrina, ha spiegato Mantica, l’obiettivoè arrivare alla firma di cinque protocolli”, includendo quindi il turismo, l’ambiente e la cultura.

Continuità è lo slogan anche di Montenegro e Serbia, presidenza subentrante dello Iai. In particolare, Podgorica si è impegnata a finalizzare i protocolli promossi dall’Italia ed ha individuato come aree di interesse della propria azione, turismo, piccole e medie imprese, trasporti, protezione dell’ambiente e cooperazione culturale e interuniversitaria. Un ruolo decisivo per il successo dell’iniziativa lo hanno le regioni italiane, che secondo Mantica hanno “organizzazione e mezzi per sostenere il progetto”. Per questo il sottosegretario vuole organizzare per settembre un incontro tra regioni italiane e membri dello Iai. Lo Iai, ha sottolineato Mantica, è un’iniziativa che ha successo perché “tutti i membri sono uguali perché tutti europei” con tre Paesi già nell’Ue e altri cinque che aspirano a farne parte.

Fonte: Oics.