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medLa certezza è "il ruolo chiave" che la sponda sud del Mediterraneo riveste per la politica energetica del nostro paese e dell'Europa. L'obiettivo è quello di lavorare per un'integrazione ancora più spinta nel settore.


Il Forum Euromed, che ha dedicato al tema un apposito tavolo di confronto, rafforza la consapevolezza dell'importanza dei Paesi magrebini per il nostro 'benessere energetico'. Si pensi solo all'Eni: "Certamente - ha detto l'amministratore delegato Paolo Scaroni - il Nord Africa è un'area assolutamente chiave della nostra strategia. I Paesi petroliferi del Nord Africa (Libia, Tunisia e Algeria e Egitto), pur rappresentando meno del 5% della produzione mondiale di petrolio, rappresentano quasi il 35% delle nostre produzioni". Qui l'Eni ha investito, negli ultimi 10 anni, 50 miliardi di dollari e ha in programma di puntarne altri 20 sulla sola Libia nel prossimo decennio.

L'Africa mediterranea non è però solo ricca di gas e petrolio ma anche di sole e vento. "L'energia rinnovabile è il nuovo oro nero" ha spiegato il presidente dell'Enel, Piero Gnudi, e il luogo ideale per investire "é la sponda sud del Mediterraneo". "Noi come Enel - ha aggiunto - vogliamo esserci e partecipare a tutte le iniziative".

Ma perché il mercato "possa dispiegare tutti i suoi benefici" occorre "costruire l'integrazione energetica e la convergenza dal punto di vista regolamentare", ha sottolineato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia. Mentre per Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'Energia elettrica e il gas, sviluppare sul territorio italiano infrastrutture energetiche (gasdotti, elettrodotti, rigassificatori) "valorizzerebbe la centralità dell'Italia nel Mediterraneo, dandole un ruolo di hub energetico vantaggioso per tutti".

 

 

Fonte: Il Mediterraneo.