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italbalkIl Castello Carlo V di Monopoli, una delle sedi dell'Autorità Portuale del Levante, ospita le delegazioni dei Paesi partecipanti ai progetti Watermode ed Italbalk: Olanda, Croazia, Ungheria, Austria, Bulgaria, Romania, Montenegro, Albania, Grecia e Slovenia.


Durante la conferenza stampa di lunedì 26 luglio 2010 (ore 11.00), focus sul “modello Marisabella” e le modalità di cooperazione internazionale ed istituzionale messe a punto dall’Autorità Portuale del Levante durante gli ultimi tre anni con la partecipazione degli stakeholders: dogane, polizia di frontiera, armatori, spedizionieri, auto-trasportatori ed agenzie marittime italiane, albanesi e montenegrine. “Il coordinamento dei due progetti - spiega Franco Mariani presidente dell’Autorità Portuale del Levante - sta consentendo di mettere a fattor comune le esperienze maturate e di focalizzare meglio le best practice spaziando dalla safety alla security passando per l’e-custom e l’e-maritime: tutti strumenti per far funzionare meglio i porti”.

Mentre il progetto Italbalk è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero  degli Affari Esteri, il progetto Watermode è finanziato dal Programma South East Europe: entrambi sono, però, finalizzati al superamento (attraverso la cooperazione interistituzionale ed internazionale) delle barrire materiali ed immateriali che rallentano il traffico delle merci. Così, da un lato il Workshop sul “Modello di gestione del traffico ro/ro pax per i passeggeri” previsto nell’ambito del progetto Italbalk è parte del percorso di sviluppo della road map per superare, attraverso la cooperazione tra istituzioni e imprese, le barriere materiali ed immateriali esistenti sul traffico tra l’Italia e i Balcani. Dall’altro il progetto Watermode amplia gli orizzonti sull’intero Sud Est Europa e mira a sviluppare la rete transnazionale per la promozione del trasporto intermodale acqua-terra.

L’Autorità Portuale del Levante con i suoi tre porti che costituiscono un network, ciascuno specializzato per una tipologia di traffico, costituisce un modello a livello internazionale di distribuzione del trasporto ro-ro pax. Il porto di Bari è un porto atipico nel quadro nazionale nel quale, uno dei maggiori traffici è rappresentato dai passeggeri diretti in Albania, Kosovo e Macedonia, circa 800.000 unità all’anno che si muovono, da tutta Europa, verso Bari secondo un andamento pressoché costante nel corso dell’anno. Da almeno 12 anni a questa parte si distribuiscono così: 14% a luglio, 28 % ad agosto, 10% sia a settembre che a dicembre. In quattro mesi viene movimentato il 62% dell’intero traffico annuale. Fino al 2006 queste persone venivano accolte in una sorta di bolgia infernale, che diventava assieme un problema di ordine pubblico e di protezione civile. Il porto veniva chiuso per eccesso di congestione.

Nell’estate 2007, l’Autorità Portuale ha predisposto, nell’area già completata del piazzale di Marisabella uno spazio attrezzato nel quale sono stati spostati i check-in e le biglietterie, servizi igienici, docce, aree coperte, esercizi commerciali per il ristoro. Considerando il picco di agosto il porto è riuscito ad assorbire il 50,82% di passeggeri in più rispetto al 2006, quando, con 155.000 il porto venne chiuso per congestionamento. Ad agosto 2009 sono transitati, in piena efficienza, 234.000 passeggeri. Il passo successivo è quello di preparare l’utenza la passaggio grande verso l’utilizzo del manifesto elettronico che sarà obbligatorio dal 1 Gennaio 2011 per tutti gli operatori.

“Durante l’estate 2010 sono schedulate fino a 16 partenze giornaliere per l’Albania - precisa Mariani- ed il modello gestionale del traffico ro-ro pax pensato e sperimentato a Bari per i porti di piccola e media dimensione si arricchisce in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane del manifesto doganale elettronico che velocizza ulteriormente le operazioni di imbarco e di sbarco rendendo i sistemi  interoperabili e riducendo i costi di gestione per le imprese”.

Parte anche la sfida al miglioramento della qualità dei servizi tra Adriatico-Tirreno con la stipula del Protocollo di Intesa tra l'Autorità Portuale del Levante e l'Autorità  di Livorno: si coopera per il trasferimento di best practice e l'implementazione dell'uso del manifesto doganale elettronico al fine di velocizzare e migliorare le procedure e le relazioni commerciali migliorando il sistema di servizi a vantaggio delle rotte che collegano il basso Adriatico con l'Alto Tirreno, seguendo i flussi delle merci e dei passeggeri che transitano tra i porti di Durazzo, Bari e Livorno dall'area dei Balcani e del Mar Nero, fino alla Spagna e vice-versa.

 

 

Fonte: Autorità portuale del Levante