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uePresentare un nuovo Ministero degli Esteri alle istituzioni, all’opinione pubblica e al mondo imprenditoriale. Lungo queste linee guida si è svolta alla Farnesina la VII Conferenza degli Ambasciatori. Nella due giorni di lavori si è puntato a presentare un MAE rinnovato ed il cambiamento del suo core business.


Il Segretario Generale Giampiero Massolo ha sottolineato che il MAE, come tutti i Ministeri degli Esteri, “deve correre dietro ad un mondo che cambia velocemente” e deve affrontare “quattro sfide”: la globalizzazione, che “abolisce lo spazio e il tempo per gli Stati e per i cittadini”; le nuove esigenze di fornitura di servizi ai cittadini ed alle imprese; la necessità di nuove sinergie a fronte di un’Europa che si istituzionalizza dopo Lisbona, anche con la nascita del servizio diplomatico europeo (SEAE);  infine, il fronte delle risorse, per cui si “deve riuscire a fare di più con meno risorse evitando di fare meno con niente”.

Alla Conferenza, a cui hanno partecipato oltre 130 Ambasciatori, è stata presentata anche la nuova riforma del MAE: la razionalizzazione delle direzioni generali, della rete diplomatica-consolare (finora ancora basata sulla vecchia struttura migratoria italiana), l’innovazione informatica (anche per una maggior trasparenza e tracciabilità dei documenti) ed una diversa metodologia decisionale, più decentrata a favore del territorio. Una riforma mirata ad una più incisiva promozione del sistema Paese, che vedrà la rete diplomatica avere capacità gestionale, “con gli ambasciatori dotati di maggiore “skill manageriale e sottoposti al giudizio sulle loro performance”.

Durante i lavori ci si è confrontati anche sul nuovo servizio diplomatico europeo, all’interno del quale le diplomazie nazionali “dovranno trovare nuove forme di collaborazione con le nuove istituzioni europee” e dovranno “riaffermare i loro ruoli e dimostrare ai propri parlamenti e alle opinioni pubbliche che vi è una differenza di funzioni con il SEAE e che vi è motivo per mantenere servizi nazionali efficienti”.

Non ultimo, il nodo dei tagli alle risorse pubbliche. Secondo Massolo “esistono alcune funzioni” della pubblica amministrazione che “devono uscire dalla logica dei tagli trasversali che trattano tutto il comparto statale alla stessa stregua”. Perché “se è vero che i tagli spingono all’efficienza, è vero che se spinti oltre un certo limite impongono una riduzione delle azioni e delle ambizioni”.

 

 

Fonte: Ministero Affari Esteri