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biodiversityLa direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica riguardante la strategia a tutela della biodiversità per il periodo post 2010. Obiettivo: riunire i contributi provenienti dalle varie parti interessate sulle possibili opzioni per la nuova strategia.


Tali contributi verranno valutati dalla Commissione come parte del processo relativo allo sviluppo della politica stessa. La consultazione resterà aperta fino al 22 ottobre 2010 ed è disponibile in inglese, francese, tedesco, italiano, polacco e spagnolo.

L'UE ha adottato, lo scorso marzo, un nuovo obiettivo che mira ad arrestare il degrado dei servizi ecosistemici entro il 2020 e, nei limiti del fattibile, a ripristinarli, incrementando nel contempo il contributo dell'UE alla prevenzione della perdita di biodiversità a livello mondiale.

La consultazione pubblica mira a raccogliere le opinioni di cittadini, autorità e parti interessate su diverse possibili misure, che potrebbero essere prese in considerazione nel definire la suddetta Strategia. Questa consultazione pubblica tiene in considerazione i risultati di una precedente consultazione, tenutasi a Bruxelles il 3 giugno scorso, oltre ai risultati di un recente sondaggio condotto dall'Eurobarometro sulle attitudini degli europei nei confronti della biodiversità.

Vari rapporti autorevoli confermano che, a livello mondiale, la biodiversità è ancora in serio pericolo: si registrano, infatti, perdite ad una velocità da 100 a 1000 volte più elevata del normale. Oltre un terzo delle specie esaminate sono in via d'estinzione. Si stima inoltre che, negli ultimi 50 anni, il 60% degli ecosistemi terrestri si sia degradato, con conseguenze per i servizi ecosistemici che da essi dipendono. Anche la biodiversità marina è sotto pressione e occorre tener conto che circa il 90% della biomassa del pianeta vive negli oceani. La distruzione degli habitat, la frammentazione e il degrado causati dai cambiamenti nell'uso dei suoli, lo sfruttamento eccessivo, le pratiche non sostenibili (ad esempio il superamento dei contingenti di pesca), le specie invasive, l'acidificazione degli oceani, l'inquinamento e, fattore sempre più importante, i cambiamenti climatici rappresentano le pressioni più forti esercitate sulla biodiversità.

Nel 2001 l'UE si è fissata l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità nell'UE entro il 2010. Nel 2002 ha sottoscritto l'obiettivo globale di ridurre sensibilmente la perdita di biodiversità a livello mondiale entro il 2010. In seguito l'impegno a lottare contro tale perdita si è intensificato fino all'adozione nel 2006, da parte della Commissione, di un piano d'azione UE per la biodiversità, finalizzato ad accelerare i progressi in questo campo.

Approfondimenti:
Proteggere il nostro capitale naturale: una strategia europea per tutelare la biodiversità e garantire la disponibilità dei servizi ecosistemici all'orizzonte 2020
Biodiversity 2006 Communication and Action Plan
Attitudes of Europeans towards the issue of biodiversity.

 

 

Fonte: Politica regionale – Inforegio