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mediterraneoCittadini europei e cittadini della sponda orientale e meridionale del Mediterraneo soffrono di una visione distorta e stereotipata gli uni degli altri. È questa una delle conclusioni del rapporto "Euromed intercultural trends 2010", presentato dalla "Fondazione Anna Lindh" a Bruxelles.

Lo studio si basa sulla prima indagine Gallup che ha coinvolto 13.000 persone dell'area, in tredici Paesi: Bosnia Erzegovina, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Spagna, Svezia e Gran Bretagna per la sponda Nord; Marocco, Egitto, Libano, Siria e Turchia per la sponda Sud ed orientale del Mediterraneo. Secondo il rapporto, una persona su tre l'anno scorso ha avuto contatti con un cittadino proveniente da un altro Paese della regione.

Esiste però una percezione sbagliata e una mancanza di conoscenza reciproca, in particolare per quanto riguarda la sfera dei valori. Quasi sei intervistati su dieci dalla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo pensa che per i genitori europei il valore più importante da insegnare ai propri figli sia quello di imparare ad essere indipendenti (57%), una priorità rilevata invece solo per un intervistato europeo su cinque, seguita dalla curiosità (44%), molto importante solo per il 13% degli abitanti del Vecchio Continente.

Dall'altra parte, gli europei hanno sottostimato il valore della religione, fondamentale per il 62% degli intervistati della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, oltre a curiosità (7% contro 19%), indipendenza (14% contro 20%) e obbedienza (28% contro 35%).

La solidarietà familiare, che secondo i "mediterranei" è un valore per un 17% degli europei, è in realtà un fattore che lega le due sponde: è prioritario per il 56% degli intervistati europei e per il 41% degli intervistati della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo. Anche l'obbedienza è fondamentale per il 23% degli abitanti del Vecchio Continente, contro il 36% degli altri intervistati.

Una grande distanza salta agli occhi sul fattore del rispetto per le altre culture: è al primo o secondo posto della scala per il 58% degli europei, contro un 18% degli intervistati della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo.

 

 

Fonte: Il Mediterraneo