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euUna riforma del sistema di governance economica dell'UE è necessario affinché l’Europa possa affrontare le crisi future e garantire il successo della strategia per la crescita e l'occupazione. Queste sono alcune delle conclusioni del Parlamento europeo contenute in 2 risoluzioni sul piano d’azione.

Obiettivo: una riforma della governance economica e sulla strategia UE 2020. I deputati hanno anche chiesto l’inserimento di obiettivi più concreti nella strategia EU2020, tra cui quello del 3% del PIL da destinare alle spese in R&S, norme vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra e la riduzione del 50% della povertà nell'Unione.

Il nuovo modello di governance economica deve conferire alla Commissione un'effettiva responsabilità gestionale e dovrà essere basato su un approccio " bastone e carota", che premia le prestazioni positive e sanziona gli Stati membri recalcitranti. Per ottenere la legittimità necessaria, questo nuovo modello di gestione dovrà essere costruito attraverso una più stretta partecipazione del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali. Sulla strategia EU2020, i deputati hanno criticato gli Stati membri per la scarsa ambizione dimostrata fino a oggi e hanno chiesto alla Commissione di presentare al Parlamento piani più dettagliati in merito all'attuazione delle iniziative.

La riforma della governance economica
I deputati hanno evidenziato il nesso tra crescita futura e stabilità e una riforma della governance economica, sostenendo che uscire dalla crisi finanziaria richiede un modello di coordinamento economico basato sul metodo comunitario e non sulla cooperazione intergovernativa, proponendo anche l'istituzione di un Fondo monetario europeo. Il testo di risoluzione afferma inoltre che la stabilità dell'Eurozona dipenderà dall'efficacia della governance economica, centrata sulla politica monetaria, ma con uno sguardo anche alla dimensione sociale. Infine, i deputati ritengono che per quanto riguarda il funzionamento della strategia EU2020, non si debba continuare a fare riferimento al metodo del coordinamento aperto, ma occorra invece fare più ampio ricorso a misure vincolanti.

Aspetti di bilancio
Un aspetto importante è dato dal coordinamento di bilancio nel quadro più generale della governance economica: i deputati hanno insistito sulla necessità di una più ampia compatibilità e complementarità tra i bilanci nazionali dei 27 Stati membri e il bilancio dell'UE, sostenendo che i governi nazionali dovrebbero vedere le rispettive politiche economiche non solo in un'ottica di interesse nazionale, ma anche in una prospettiva di interesse comune.

EU2020: obiettivi più concreti
I deputati hanno chiesto l’inserimento di obiettivi più concreti nella strategia EU2020, tra cui quello del 3% del PIL da destinare alle spese in R&S, norme vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra e la riduzione del 50% della povertà nell'Unione. Nel campo dell'istruzione, i deputati esortano il Consiglio a fissare l’obiettivo del 100% per quel che riguarda la partecipazione all’istruzione secondaria, e del 10% per il tasso di abbandono scolastico. Insistendo sul completamento del mercato interno per il successo della strategia EU2020, i deputati hanno anche affermato che un'occupazione di elevata qualità dovrebbe costituire una priorità chiave di tale strategia, chiedendo che sia fissata una nuova agenda per promuovere il lavoro dignitoso. Infine, per quel che riguarda le spese, i deputati hanno denunciato che il progetto di bilancio 2011 non prevede fondi sufficienti per i cosiddetti programmi "portabandiera" della strategia Europa 2020, suggerendo delle proposte per porvi rimedio.

 

 

Fonte: Europa Regioni