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donneAttualmente nei 27 paesi dell'Unione europea solo il 60% delle donne lavora. La quota è aumentata dell'8% negli ultimi dieci anni, ma l'obiettivo è quello di arrivare al 75% nel 2020 e di migliorare la qualità dell'impiego. Dunque, più donne nella vita pubblica europea, tanto in quella politica che in quella economica.


È quanto propone la nuova strategia della Commissione europea che ricorda come nonostante i progressi realizzati negli ultimi anni verso la parità, nell'UE le donne continuano a guadagnare in media il 18% in meno degli uomini. “Nei CdA delle grandi aziende - ha osservato la Viviane Reding, Commissaria europea alla Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza - solo nel 3% dei casi la presidenza è affidata a donne. Possiamo fare meglio sia perché è giusto rispettare la composizione della popolazione fatta al 50% di uomini e al 50% di donne, e poi perché è interesse dell'economia. Le aziende con donne nei CdA hanno un tasso più alto di crescita”.

Per la presenza nei cda delle grandi aziende l'obiettivo di Bruxelles è quello di "arrivare ad una quota del 35% entro il 2015 e del 40% entro il 2020". La nuova strategia quinquennale per la parità fra i sessi propone quote rosa per i consigli di amministrazione delle aziende e altre misure per accrescere la presenza femminile nelle posizioni dirigenziali. La strategia mira anche ad aumentare il numero delle donne nelle imprese e libere professioni e ad istituire una Giornata europea per la parità salariale. Per valutare i progressi compiuti, l'UE inviterà ogni anno datori di lavoro, sindacati e altri soggetti interessati ad un dialogo sulla parità uomo-donna.

 

 

Fonte: Dipartimento politiche comunitarie