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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e sulle procedure per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea".


"Si tratta di una riforma di grande importanza - sottolinea il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi - che consentirà di rendere concretamente operative le importanti novità istituzionali introdotte dal Trattato di Lisbona e di velocizzare ulteriormente il processo di recepimento del diritto dell'Unione Europea, attraverso una rivisitazione del suo strumento fondamentale, l'attuale legge comunitaria annuale. Un vero e proprio salto di qualità che porterà a uno snellimento e a una semplificazione delle procedure, consolidando e migliorando i già ottimi risultati conseguiti in questi mesi e testimoniati dal recente Scoreboard (il Quadro di valutazione del mercato interno) pubblicato dalla Commissione europea, dove l'Italia ha finalmente abbandonato l'ultimo posto, occupato da molti anni per numero di procedure di infrazioni aperte".

Il provvedimento riforma la legge 4 febbraio 2005, n. 11 e rappresenta una nuova legge di sistema dei rapporti tra l'Italia e l'Unione Europea. L'obiettivo è realizzare una maggiore sinergia tra la fase ascendente (il processo di formazione delle decisioni UE) e la fase discendente (il processo di recepimento delle direttive comunitarie nell'ordinamento italiano) e consolidare in un unico testo le norme, ora contenute anche in leggi diverse, che disciplinano le istanze del coordinamento a fini europei delle amministrazioni centrali e locali dello Stato.

L'entrata in vigore, il 1° dicembre 2009, del Trattato di Lisbona ha introdotto rilevanti e sostanziali novità sotto il profilo istituzionale che la riforma approvata oggi dal Consiglio dei Ministri recepisce. In particolare, il coinvolgimento diretto dei Parlamenti nazionali in alcuni aspetti del funzionamento dell'Unione come il controllo del rispetto del principio di sussidiarietà nell'attività legislativa dell'UE. La riforma inoltre prevede uno sdoppiamento dell'attuale legge comunitaria annuale introducendo due distinte leggi annuali: la legge di delegazione europea e la legge europea. La prima, da presentare al Parlamento entro il 28 febbraio di ogni anno, concerne solo deleghe legislative e autorizzazioni all'attuazione in via regolamentare; la seconda, eventuale e da presentare al Parlamento anche disgiuntamente rispetto alla legge di delegazione europea, riguarda disposizioni di attuazione diretta.

 

 

Fonte: Dipartimento Politiche comunitarie