Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

I Ministri degli esteri dell'Unione Europea hanno sbloccato la domanda di adesione della Serbia, che potrà ora passare all'esame della Commissione europea. L’accordo è stato raggiunto durante il Consiglio dei Ministri degli Esteri a Lussemburgo.


Ogni passo in avanti nel processo di negoziato tra la UE e la Serbia sarà condizionato ai progressi nella cooperazione di Belgrado con il Tribunale internazionale dell'Aja (TPI), per arrivare all'arresto di tutti i criminali di guerra. La valutazione sul grado di cooperazione sarà fatta all'unanimità. Questa decisione è stata salutata dal MAE come un giusto segnale per la Serbia e per l’intera regione balcanica ed un segnale concreto per la prospettiva europea di un Paese che l'Italia e il Ministro Franco Frattini, con il suo impegno personale, hanno fortemente incoraggiato. Il Sottosegretario Mantica, che rappresentava l’Italia a Lussemburgo, ha parlato di un “successo politico che apre la strada all’adesione”.

Non c’è accordo tra i 27, invece, per quanto riguarda la modifica del Trattato di Lisbona sul fronte della governance economica. All'Italia, come ha riferito Mantica, "non piace" l'ipotesi della sospensione del diritto di voto per i Paesi che sforano ripetutamente sul fronte del deficit e del debito, contenuta nella proposta franco-tedesca. Secondo Mantica, "va contro l'idea di un'Europa che fa di tutto per aggregare ed includere". "Nessuno pretende di dire che i Trattati sono documenti scritti per l'eternità e immodificabili", ha detto Mantica, "ma attorno al tavolo dei Ministri non ho registrato particolare entusiasmo sulla proposta franco-tedesca. Un conto è dire che, dopo un periodo di verifica, tra due, tre o quattro anni, si può rivedere ciò che non va. Un altro è aprire una vertenza su proposte che includono anche la messa in discussione del diritto di voto per gli stati membri".

Intanto prende forma il nuovo Servizio europeo di azione esterna (SEAE), con la nomina dell’Ambasciatore francese a Washington Pierre Vimont a Segretario Generale dell’organismo. L’irlandese David O’Sullivan, già Capo di Gabinetto durante la Presidenza Prodi della Commissione, sarà il Direttore Generale.

Capitolo Cuba: L’Alto Rappresentante Catherine Ashton ha ricevuto mandato dai Ministri degli Esteri ad esplorare la possibilità di fare compiere un passo in avanti alle relazioni tra UE e Cuba, che restano per ora caratterizzate dalla cosiddetta posizione comune, che dal 1996 impedisce di fatto agli Stati membri di avere relazioni bilaterali con l'Avana, vincolandole collettivamente al rispetto dei diritti umani e delle libertà politiche. L’Alto Rappresentante presenterà un rapporto in dicembre.

 

 

Fonte: Ministero Affari Esteri