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In Tunisia, ma anche negli altri Paesi del sud del Mediterraneo, è necessario mettere in atto delle misure di medio e lungo termine che incidano sulla stabilizzazione e la regolarizzazione dei sistemi economici. A sostenerlo è il ministro Elisabetta Belloni, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina, presentando a Confindustria una linea di credito da 73 milioni per le Pmi tunisine.


“Solo così, dopo la risposta emergenziale, si può avviare un vero e proprio sistema di crescita e sviluppo che abbia ripercussioni benefiche anche nel nostro Paese - ha dichiarato il direttore -. Ci siamo domandati se fosse il caso o meno di mantenere questo impegno di oggi, data la situazione emergenziale in Nord Africa, che sta impegnando largamente l’attività della Farnesina. Abbiamo voluto però un segnale forte anche con la nostra presenza a coloro che rappresentano uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico e la vera transizione democratica dei Paesi del sud del Mediterraneo”.

“È giunto il momento in Europa - ha sottolineato il ministro Belloni - di comprendere che solo attraverso un investimento ampio, complesso e di grande portata nella sponda sud del Mediterraneo si può veramente creare sviluppo e tutelare il nostro interesse nazionale in termini di impresa”. Agli imprenditori, il direttore della Dgcs chiede che investano in maniera intelligente, “innescando quei meccanismi di crescita e sviluppo che si riflettano poi anche nel nostro Paese”. E, spiegando i dettagli della linea di credito, ha precisato che devono intervenire su due piani: il rafforzamento dei processi di transizione democratica e lo sviluppo economico. L’obiettivo principale del contributo è l’occupazione giovanile, la promozione delle Pmi e la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.

 

 

Fonte: Il Velino