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In Libia, Siria e Yemen devono cessare le violenze, ma la “Primavera araba” va aiutata, a cominciare da un sostegno allo sviluppo economico e sociale. Il G8 di Deauville, il primo dopo lo scoppio delle rivolte in Nord Africa, punta i riflettori sui fermenti della sponda Sud del Mediterraneo e lancia un fondo ad hoc per sostenere quella regione.


"Lanciamo oggi il Partenariato di Deauville con il popolo della regione, ispirato ai nostri obiettivi comuni per il futuro, alla presenza dei primi ministri di Egitto e Tunisia - i due paesi che hanno dato origine al movimento - e del segretario generale della Lega araba": lo si legge nell'allegato alla dichiarazione finale del G8. "Siamo pronti ad estendere tale partenariato globale - dichiarano i paesi del G8 nel comunicato finale - a tutti i paesi della regione che intraprenderanno una transizione verso società libere, democratiche e tolleranti, a cominciare dall'Egitto e dalla Tunisia, di concerto con i paesi che desiderano sostenere la transizione nella regione".

Il Partenariato di Deauville si fonda "su due pilastri", "un processo politico atto a sostenere la transizione democratica e a promuovere le riforme di governo - lotta contro la corruzione e il rafforzamento delle istituzioni necessarie a garantire la trasparenza e la responsabilità dei governi - e un quadro economico per una crescita sostenibile ed inclusiva". I fondi saranno erogati dalle istituzioni finanziarie internazionali e dalle banche multilaterali di sviluppo e saranno legati al sostegno allo sviluppo e a un adeguato sforzo sul fronte delle riforme. Il Presidente francese Sarkozy (che detiene la Presidenza del G8) ha parlato di 40 miliardi di dollari.

Dal G8 arriva anche un appello alla Libia per "l'immediata cessazione dell'uso della forza del regime contro i civili" e per una "soluzione politica" che risponda "alla volontà della popolazione". Analogo appello anche alla Siria affinché "si fermi l'uso della forza e delle intimidazioni alla popolazione" e si avvii un dialogo e una stagione di riforme in risposta "alle richieste del popolo" siriano. Quanto allo Yemen, il G8 "chiede con urgenza che il presidente dello Saleh rispetti i suoi impegni" e garantisca le "legittime aspirazioni del popolo yemenita", si dice "sempre più preoccupato per la situazione nel paese" e "condanna l'uso della violenza".

Una soluzione "urgente" è invocata anche in Medio Oriente. "Siamo convinti che gli storici mutamenti che stanno riguardando la regione rendono più importante, e non meno importante, la soluzione del conflitto israelo-palestinese", afferma il G8, sottolineando "l'urgenza" che "entrambe le parti riprendano, senza ritardi, i negoziati in vista di un accordo sullo status finale".

Nel summit francese si è fatto il punto anche sulla situazione economica mondiale. "La priorità resta la creazione dei posti di lavoro per i nostri cittadini", sottolinea il G8, spiegando di voler proseguire "gli sforzi per una crescita forte, sostenibile e duratura" per la quale si continuerà "a lavorare con i partner del G20". I Paesi del G8, inoltre, sono "determinati a prendere tutte le azioni necessarie, collettive o individuali, per affrontare le attuali sfide legate alla crisi economica e finanziaria". "La ripresa globale si sta rafforzando e diventa sempre più autosufficiente, ma rimangono rischi", si aggiunge.

I lavori del G8 francese si sono aperti con un focus sul terremoto che ha scosso il Giappone, con i Grandi, appena arrivati a Deauville, che hanno espresso solidarietà ma anche la certezza che il Paese asiatico riuscirà a risollevarsi. Le vicende del Giappone - si afferma nelle conclusioni - sottolineano "la vitale importanza della sicurezza nucleare che deve essere tra le principali priorità dell'agenda del G8". "Ricordiamo - prosegue la dichiarazione - che i paesi possono avere differenti approcci" per quanto riguarda il ricorso al nucleare nelle scelte sul proprio mix energetico.

E per la prima volta il G8 ha dedicato una parte delle riunioni a Internet, "diventata essenziale per le nostre società ed economie e per la loro crescita". "Ogni censura o restrizione arbitraria o indiscriminata all'accesso ad Internet è incompatibile con gli obblighi internazionali degli Stati ed è inaccettabile", sottolinea il G8, che "si impegna" a incoraggiare "l'uso di Internet come strumento per far avanzare i diritti umani e la partecipazione democratica in tutto il mondo". Per quanto riguarda la "protezione della proprietà intellettuale", il G8 riconosce "la necessità di avere leggi nazionali e regole".

Approfondimenti: G8-G20 France 2011.

 

 

Fonte: Ministero Affari Esteri