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La situazione internazionale con riferimento alle crisi in atto in Nord-Africa, Medio Oriente e Afghanistan; gli impegni operativi delle Forze Armate italiane nei diversi teatri; il mantenimento del ruolo dell’Italia a sostegno della sicurezza e stabilità internazionale; l’andamento delle operazioni in corso in Libia e le prospettive: questi i punti al centro della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, svoltasi nei giorni scorsi al Quirinale.


LIBIA – “Con riferimento alla crisi libica, che riveste particolare interesse per l'Italia, - si afferma nel comunicato diffuso al termine della riunione - é stato effettuato un punto di situazione sull'andamento delle operazioni in corso e sulle loro prospettive. Al riguardo, è stata sottolineata l'opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell'ONU”.

CONTINGENTI ALL’ESTERO- “Il Consiglio, si afferma sempre nel comunicato – nel rivolgere il proprio apprezzamento e partecipe omaggio ai militari e civili italiani impegnati con convinzione e spirito di sacrificio nelle missioni internazionali, ha convenuto sull'opportunità di procedere, di concerto con le Istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti. La ricerca di soluzioni concordate sarà ponderata e tempestiva”.

RUOLO CRUCIALE DELL’ITALIA ANCHE CON MENO RISORSE - "Il Consiglio Supremo di Difesa facendo il punto sulla situazione internazionale con particolare riferimento alle crisi in atto nei Paesi del Nord-Africa, in Medio Oriente e in Afghanistan, - si afferma ancora -, ha esaminato gli impegni operativi delle Forze Armate italiane nei diversi teatri e la possibilità di una loro ulteriore qualificazione che consenta al nostro Paese di mantenere, anche a fronte di una ridotta disponibilità di risorse finanziarie, il ruolo cruciale che esso attualmente svolge a sostegno della sicurezza e della stabilità internazionale, in risposta a minacce, rischi e responsabilità cui l'Italia non può sottrarsi, ma che deve concorrere ad affrontare anche a tutela dei propri interessi strategici’’.

 

 

Fonte: Ministero Affari Esteri