Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

La libera circolazione delle persone tra gli Stati membri è uno dei successi più tangibili degli ultimi 60 anni di integrazione europea, che si traduce in enormi vantaggi per i cittadini dell'UE, gli Stati membri e l'economia europea nel suo complesso. Lo scrive una nota della Commissione europea. Tutti i giorni gli europei traggono vantaggio dalla libera circolazione: ogni anno ad esempio intraprendendo circa 1,25 miliardi di viaggi per turismo nel territorio dell'UE.


Da un recente sondaggio si evince che per il 48% dei cittadini europei il diritto di circolare e soggiornare liberamente nell'Unione europea rappresenta il più importante diritto. La Commissione europea è fortemente determinata a garantire l'effettiva applicazione delle disposizioni dell'UE sulla libera circolazione in tutti gli Stati membri. A tal fine la Commissione ha adottato una decisa posizione intesa ad affrontare i problemi che gli Stati membri incontrano nel dare concreta attuazione alla direttiva sulla libera circolazione nell'UE del 2004 affinché i cittadini europei possano godere pienamente dei propri diritti.

Alcuni avvenimenti dell'anno scorso avevano portato alla luce gravi problemi riguardanti il rispetto delle garanzie procedurali e sostanziali nell'ambito della direttiva UE sulla libera circolazione. La Commissione ha pertanto preso provvedimenti per garantire che tutti i 27 Stati membri agiscano nel pieno rispetto dei diritti di libera circolazione riconosciuti dalla normativa dell'UE. A distanza di un anno, la Commissione ha ottenuto risultati concreti, anche grazie alle continue pressioni politiche: 16 Stati membri hanno dato una risposta diretta alle preoccupazioni espresse dalla Commissione o hanno elaborato una modifica legislativa volta a garantire la perfetta conformità alla direttiva. Nei confronti degli altri Stati membri la Commissione ha avviato o sta considerando di avviare procedimenti d'infrazione ai sensi dei trattati UE.

Dall'estate 2010 la Commissione ha individuato complessivamente 786 casi, che ha sollevato nelle riunioni bilaterali con gli Stati membri, avvertendo che il ricorso ai procedimenti d'infrazione ai sensi del trattato si sarebbe reso inevitabile qualora non si fosse trovata soluzione ai problemi in questione. Risultato: 711 casi (circa il 90%) sono stati risolti attraverso il dialogo e/o la presentazione da parte degli Stati membri dei progetti di modifica legislativa. Solo 75 casi rimangono pendenti e formano oggetto di procedimenti d'infrazione.

Nel caso della Francia, il 16 giugno il governo ha adottato le modifiche normative richieste dalla Commissione per garantire la conformità alla direttiva sulla libera circolazione, comprese le garanzie che tutelano i cittadini dell'UE da arbitrari allontanamenti dal territorio nazionale o da trattamenti discriminatori. La Commissione continua a collaborare con gli altri paesi per affrontare le questioni in sospeso, quali l'ingresso e il soggiorno per i familiari, le carte di soggiorno per i cittadini di paesi terzi e le garanzie contro le limitazioni alla libera circolazione.

In tempi di difficoltà economica, alcuni Stati membri potrebbero essere tentati di adottare misure discriminatorie a danno di cittadini dell'UE e di loro familiari. Tuttavia, la direttiva UE sulla libera circolazione fornisce sufficienti garanzie per assicurare che l'esercizio del diritto di libera circolazione dei cittadini non gravi in modo sproporzionato sul bilancio di uno Stato membro. Non c'è quindi alcun margine di manovra per interventi nazionali unilaterali in materia.

 

 

Fonte: Sistema Puglia