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I rappresentanti di circa cinquanta Paesi si riuniranno il 1° settembre a Parigi per una comune riflessione sul futuro della Libia del dopo regime del colonnello Gheddafi. L’Italia, che fa parte della coalizione dei Paesi a guida Nato in attuazione delle risoluzioni Onu, darà il suo contributo anche sulla base delle iniziative diplomatiche e di cooperazione con il consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) sinora intraprese.


All’ordine del giorno della conferenza internazionale il futuro politico del Paese nordafricano, il processo di riconciliazione nazionale, la ricostruzione attraverso la cooperazione finanziaria, che passa anche per lo scongelamento degli asset libici, una strada già percorsa dall’Italia e indicata come soluzione percorribile ai Paesi del Gruppo di Contatto. In questo senso si sta muovendo il Consiglio di sicurezza dell'Onu che ha già cominciato a sbloccare fondi congelati per destinarli ad aiuti umanitari mentre l’Unione europea sta lavorando, con l’accordo dell’Italia, sull’ipotesi di abolire le misure restrittive su sei porti, per aiutare il Cnt nella difficile fase di ricostruzione.

A rappresentare le istituzioni europee, da Bruxelles partiranno per la capitale francese il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso, l'alto rappresentante della politica estera Catherine Ashton e il presidente stabile del Consiglio Ue Herman van Rompuy. Il tema dello scongelamento degli asset libici sarà, alla conferenza internazionale, uno degli elementi essenziali sulla strada della cooperazione concreta nella fase di costruzione di un nuovo futuro della Libia.

 

 

Fonte: Ministero Affari Esteri