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Cina e Libia, più specificamente la generazione dei leader cinesi che andrà al potere nel 2012 e la caduta del regime del colonnello Gheddafi nonché il futuro politico-istituzionale del Paese nordafricano nell'ambito della più generale situazione della cosiddetta “primavera araba”: questi gli argomenti centrali analizzati dall'8° numero di “Longitude”, la rivista diretta da Pialuisa Bianco.


Un editoriale del Ministro Franco Frattini, scritto all'indomani della sua recente visita in Cina, fa il punto sui rapporti tra il Paese della Grande Muraglia e l'Occidente in una visione, che partendo dalle profonde radici culturali che contraddistinguono le due civiltà e traendo da esse linfa vitale per la reciproca comprensione, porti, sul piano politico, a ridisegnare le nuove regole della “governance globale”. Con la nuova generazione di leader cinesi - spiega Frattini - si delineano le condizioni per compiere un “salto di qualità” dell'affrontare e gestire i grandi dossier, come la crisi economica, il clima, la sicurezza e immaginare condizioni più ampie di convivenza civile nel mondo per le future generazioni. In questo spirito, che dovrà essere anche il risultato non soltanto di uno “sforzo di volontà politica” ma anche di “elaborazione culturale” sulla base dei valori che ciascuna delle due civiltà è portatrice, si costruisce il confronto per “ridisegnare le nuove regole del mondo”, senza distruggere l'esistente ma “costruendoci su”.

L'editoriale di Pialuisa Bianco, “La nebbia della guerra”, fa da timone ai servizi sulla Libia del dopo-Gheddafi. Un personaggio, quest'ultimo, che, secondo quanto scrive il direttore di ''Longitude'', ha attraversato due mondi: al potere da 42 anni, prima di Khomeini; ha trattato con Breznev, ha visto la caduta di De Gaulle e che, ora, viene identificato come un “relitto del passato”. Sul futuro prossimo del dopo-Gheddafi, l'Occidente, alle prese con una pesante crisi economica, si trova nelle stesse “condizioni psicologiche” del dopo-attacco alle “Torri Gemelle”: depresso ed insicuro anche per le complicazioni che appaiono più gravi di quelle che si sono manifestate prima e nel corso della missione militare in Libia. Alle difficoltà oggettive, sul terreno, si aggiungono quelle interne all'Occidente: gli Stati Uniti dopo un'iniziale collaborazione, hanno “mollato il campo”. In Europa appaiono delinearsi interessi divergenti con la Francia in testa che si caratterizza per le sue “fughe in avanti”, mentre le leadership, alle prese con un'ingarbugliata matassa economica difficile da dipanarsi, sembrano “imbambolate”. È uno scenario, spiega Bianco, che non può attribuirsi a “pessimismo preconcetto”.

Sia sulla Cina sia sulla Libia analisti esperti esaminano i diversi aspetti dei due temi centrali riguardanti i due Paesi. Un quadro esaustivo dei candidati-leader alla successione a Pechino: nella copertina della rivista c'è l'immagine delle scarpe di Mao che sono custodite nel Museo della sua città natale. Sono una “reliquia” ma anche il significato della “lunga marcia” dei nuovi leader cinesi. Un servizio su Shanghai, sulla storia di questa città che ha “cambiato pelle” nel corso degli anni, rimanendo il “perno” dei grandi traffici, e nell'assimilare influenze di altre aree del mondo è divenuta una sorta di grande Ipad di tutte le novità tra cui quella che sta a cuore a noi italiani, cioè il design e la moda italiani in particolare.