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Rafforzare la cooperazione attraverso il coinvolgimento degli enti locali è un fattore fondamentale per la cooperazione transfrontaliera e per percorrere la strada che porta a Bruxelles i paesi candidati all'adesione, appartenenti all'area dei Balcani. Questo è quello che si dice nel parere d’iniziativa adottato dal Comitato delle Regioni, nel corso dell’ultima sessione Plenaria. 


La creazione della macroregione adriatico-ionica sarà dunque un fattore di riconciliazione tra i territori ad oriente degli attuali confini dell 'Unione europea, che permetterà di scoprire i valori che accomunano, da sempre, le sponde dei due mari. Spacca, in un suo intervento al CdR a inizio estate, aveva illustrato il suo parere parlando appunto del ruolo fondamentale giocato nella storia recente dal Mare Adriatico "Era una sorta di confine marino tra est e ovest, un muro di Berlino fatto d'acqua, che ha visto una delle guerre più cruente e la crisi umanitaria più dolorosa e difficile degli ultimi vent' anni. Le prime iniziative per il superamento di questa crisi sono state prese, sul finire degli anni novanta, proprio dalle città, che hanno messo insieme le loro azioni per la ricostruzione delle aree martoriate dalla guerra dei Balcani. Penso, per esempio, alla ricostruzione dell' ospedale di Mostar, o di strutture sanitarie di altre città. Queste iniziative sono diventate delle reti, e nel 2009 si è costituita l'"euroregione adriatica".

Nel testo adottato dalla Plenaria si dice con fermezza di andare oltre, di proseguire verso una politica integrata, sulla scia di quanto, già previsto nella strategia del Danubio e il Mar Baltico, poiché tutti questi bacini sono circoscritti con problematiche e sfide simili, legate anche al loro ruolo di "cerniera" tra Stati membri e Stati terzi. L'area geografica interessata dalla marco regione Adriatico-Ionica comprende infatti, tre Stati membri, Italia, Grecia e Slovenia, due pesi candidati, Croazia e Montenegro, e tre candidati potenziali Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, questi ultimi inseriti in un processo di adesione o di preadesione.

La strategia macroregionale auspicata nel documento di Spacca ha l'ambizione, quindi, di diventare un importante strumento per rendere concreto l'obiettivo della coesione territoriale previsto nel Trattato di Lisbona, facendo leva sugli interessi comuni di regioni, di stati già membri o futuri membri. E, proprio nella prospettiva dell'adesione di quest'ultimi, i mari Adriatico e Ionio saranno interessati sempre di più dalla libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi. Il relatore afferma nel testo che il tema della sicurezza, legato alla mobilità della persone sarà capitale per la nuova macroregione. A partire da questo mare, che possiamo considerare come un bacino interno, congiunzione tra popoli e istituzioni, si potrà costruire una vera e propria strategia comune in grado di creare opportunità per uno sviluppo sostenibile.

Ci sono poi gli aspetti ambientali legati al fragile ambiente costiero e marino, che presenta caratteristiche diverse nelle due sponde. Il mare è un bene comune che tutti devono salvaguardare, tuttavia, ha anche bisogno d'interventi affinché possa generare ricchezza e sviluppo. La macroregione Adriatico-Ionica può e deve essere considerata una comunità marittima. Gli Stati, le regioni avranno perciò con questo nuovo strumento la possibilità di promuovere progetti che contemplino la protezione dell'ambiente, i cambiamenti climatici, la ricerca e l'innovazione, la tutela delle aree sottomarine.

La creazione della macroregione Adriatico-Ionica non si pone in contrapposizione con la strategia mediterranea, anzi s'inserisce all'interno delle  politiche strategiche dell'Unione, proponendosi come strumento prezioso per i territori interessati, e per l'Unione europea tutta. A livello più ampio quindi la creazione della macroregione sarà uno strumento prezioso per l'insieme dell'Unione, poiché si propone di realizzare gli orientamenti strategici in materia di sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo, nel quadro della strategia Europa 2020. L'inizio della sua programmazione deve essere previsto per 2012-2013, in modo da garantire conformità e coerenza con le priorità del prossimo quadro finanziario pluriennale.
Alla luce delle sfide lanciate, il Comitato delle Regioni chiede al Consiglio e alla Commissione di elaborare e codificare la strategia per la macroregione Adriatico-Ionica, e chiede al Parlamento europeo la propria collaborazione.