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Il collegamento ferroviario che legherà la regione baltica e quella adriatica, l’asse danubiano e il corridoio mediterraneo sono fra i progetti infrastrutturali a cui saranno assegnati in maniera prioritaria i fondi comunitari nei prossimi 10 anni. È quanto emerge dalla proposta presentata dalla Commissione europea, con la quale Bruxelles intende “trasformare l’attuale groviglio di strade, ferrovie, aeroporti e canali in una rete di trasporti unificata”, la cosiddetta rete Ten-T.


Per raggiungere questo obiettivo, l’esecutivo comunitario ha varato un piano d’investimenti da 50 miliardi di euro, che copre, oltre ai trasporti, il settore dell’energia e delle telecomunicazioni. Tale piano, denominato “meccanismo per collegare l’Europa”, è accompagnato dall’iniziativa “Project Bond”, che consiste in prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti Ue. Nelle intenzioni di Bruxelles, tale iniziativa dovrebbe partire il prossimo anno e diventare “uno degli strumenti di condivisione dei rischi al quale il meccanismo potrà attingere per attrarre finanziamenti privati”. Il piano da 50 miliardi e i Project Bond “consentiranno di costruire strade, ferrovie e reti energetiche, fornendo i collegamenti mancanti che altrimenti non sarebbero costruiti”, ha detto il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso.

Al settore dei trasporti andranno 31,7 miliardi di euro, all’energia 9,1 miliardi di euro e alle telecomunicazioni 9,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda i trasporti, per l'Italia le principali novità riguardano l'inserimento nel corridoio baltico-adriatico dei collegamenti ferroviari e delle piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna, nonché dei porti della stessa Ravenna, di Trieste e di Venezia. Al nord confermata poi la priorità assegnata alla Torino-Lione, al tunnel del Brennero e al collegamento ferroviario Genova-Milano-Svizzera. Nel Mezzogiorno, al potenziamento della ferrovia Napoli-Reggio Calabria si aggiunge la priorità assegnata anche ai lavori da realizzare sulla tratta Napoli-Bari. Ed è stata anche ribadita la disponibilità a sostenere il miglioramento del collegamento tra Messina e Palermo. Nel progetto di corridoio mediterraneo l’esecutivo comunitario prevede la realizzazione entro il 2020 di un collegamento ferroviario tra Trieste e Divaca, in Slovenia. Dal piano europeo resta invece escluso il ponte sullo Stretto di Messina.

In totale, la rete su cui punta Bruxelles interesserà 83 porti europei principali mediante collegamenti ferroviari e stradali, 37 aeroporti con collegamenti verso grandi città, 15 mila chilometri di linee ferroviarie convertite all’alta velocità e 35 grandi progetti transfrontalieri “per ridurre le strozzature”. L’Unione prevede che il trasporto merci aumenterà dell’80 per cento entro il 2050 e quello passeggeri del 50 per cento. La comunicazione della Commissione europea riguarda inoltre la realizzazione d’infrastrutture in ambito energetico: oleodotti, gasdotti e reti elettriche. “Per poter aumentare la quota delle energie rinnovabili al 20 per cento del consumo finale di energia entro il 2020 – si legge in una nota di Bruxelles – occorre portare ai consumatori l’energia prodotta dai parchi eolici e dalle centrali solari. In tale prospettiva, abbiamo bisogno di una rete più potente e integrata di quella esistente. Per risparmiare il 20 per cento del consumo stimato di energia nel 2020 grazie alla tecnologia, abbiamo bisogno anche di reti e contatori intelligenti”. Per il periodo compreso tra il 2014 e il 2020 l’esecutivo Ue ha stanziato circa nove miliardi di euro per il settore energetico. È la prima volta che Bruxelles cofinanzia la costruzione di grandi infrastrutture per l’energia attingendo al proprio bilancio ordinario.