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"Ora la Libia è un Paese libero e noi torniamo a casa. Siamo emozionati". Kholoud ha una ventina d'anni, è di Misurata, parla un inglese perfetto, indossa un velo nero che le copre il capo con stampata la bandiera della Libia liberata e manca dal suo Paese da maggio. È una degli oltre 100 passeggeri che oggi torneranno a Tripoli con il primo volo dell'Alitalia dopo otto mesi di sospensione. Con lei molti giovani e ragazze sorridenti che si dicono "emozionati".


Tra bandiere della nuova Libia che sventolano, anche qualche donna con il capo coperto e diversi imprenditori italiani e libici. A bordo del volo Az 868 110 passeggeri, per lo più cittadini libici, con dei bambini, che tornano a casa dopo molto tempo, ma anche qualche imprenditore e dei medici. Con orgoglio, davanti al gate d'imbarco, alcuni libici hanno sventolato la nuova bandiera libica. L'atterraggio del volo, un Md 80, è previsto alle 15 ora locale. Alle 16 ora locale la prima ripartenza per Roma.

"Questa ripresa dei voli Alitalia segna un giorno importante - spiega prima dell'imbarco un medico libico, Ali - anche questo é un segnale della libertà ritrovata e ne sono felicissimo". Gli fa eco un collega bulgaro, Yavor: "Per undici anni ho prestato servizio, come ortopedico, a Sabratha e ora torno in Libia per qualche giorno: sono assai contento, era importante riprendere presto i collegamenti, per dare un ulteriore segno di ritorno alla normalità ". E’ il segnale che insieme all’elezione del nuovo premier dimostra che il Paese imbocca la strada del processo di transizione che dovrebbe portarlo verso un nuovo futuro politico di solide istituzioni democratiche e rappresentative.

L’Italia, che ha partecipato alla coalizione a guida Nato, ha svolto il suo ruolo anche in considerazione di una robusta tradizione storica, di vicinanza, amicizia e cooperazione con il popolo libico. L'Italia, ha detto il Ministro Franco Frattini in un messaggio rivolto al neo eletto premier del Cnt, Abdul Al Raheem Al Qeeb - continuerà a sostenere con convinzione gli sforzi del Cnt e delle altre forze democratiche del popolo libico per il successo della transizione e la piena ripresa del Paese".

I rapporti di ‘’vicinanza’’ e di ‘’amicizia’’ con il popolo libico hanno permesso anche un nutrito programma di interventi della Cooperazione sia nella fase dell’emergenza, sia, ora, in quella della ricostruzione. L’apertura dell’Ambasciata italiana a Tripoli è stata preceduta e accompagnata da altre significative iniziative: il 22 maggio scorso. è stato aperto a Bengasi un Ufficio della Cooperazione mentre tra maggio e giugno la stessa Cooperazione ha partecipato al team internazionale incaricato di individuare settori e priorità utili per strutturare gli interventi della Comunità Internazionale in Libia nella fase immediatamente successiva al conflitto.