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Il governo di Belgrado, nonostante la critica situazione in Kosovo, conta sull'ottenimento dello status di paese candidato all'adesione alla Ue nel vertice europeo di dicembre. Lo ha detto il portavoce Milivoje Mihajlovic, in riferimento a quanto sostenuto da un diplomatico tedesco a Bruxelles, mostratosi decisamente più pessimista sulle chances europee della Serbia.


''La Serbia ritiene che a dicembre otterrà lo status di paese candidato poichè ha superato con successo grandi ostacoli'', ha detto Mihajlovic in un’intervista all'Agenzia di stampa Ansa. ''Abbiamo portato a termine la collaborazione con il Tribunale penale internazionale dell'Aja - Tpi (con l'arresto dei due ultimi criminali di guerra), tutte le leggi richieste dalla Ue sono state approvate, e la Serbia è stata l'iniziatore del dialogo con Pristina, che è l'unica strada per stabilizzare l'intera regione, favorendo la riconciliazione fra serbi e albanesi'', ha aggiunto il portavoce. Belgrado, ha ancora detto, ''non rinuncerà mai al dialogo, ma esso deve portare a una soluzione equa, garanzia del suo successo''.

Il dialogo fra Belgrado e Pristina è interrotto dalla fine di settembre a causa dell'acuirsi della crisi nel nord del Kosovo, dove la popolazione serba (maggioritaria) protesta contro la presenza di poliziotti e doganieri kosovari albanesi alla frontiera con la Serbia.